15 ottobre 2021
Aggiornato 23:00
Rinviato l’incontro per definire le condizioni economiche della fornitura dei mosti

Fedagri Emilia Romagna: il consorzio aceto balsamico di Modena non rispetta l’accordo di filiera

I soci del Consorzio preferiscono essere liberi di approvvigionarsi anche al di fuori dell’Emilia Romagna: una scelta che danneggia l’intero sistema legato all’Aceto Balsamico IGP

Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna giudica estremamente grave il rinvio della riunione prevista in questi giorni presso la Provincia di Modena per definire le condizioni economiche della fornitura dei mosti per la produzione di Aceto Balsamico di Modena. Il giudizio di Fedagri nasce, tra l’altro, dalla consapevolezza che il mese di luglio segna il confine invalicabile per consentire alle cantine sociali una corretta programmazione delle lavorazioni in relazione ai possibili sbocchi commerciali. All’incontro, previsto dall’accordo di filiera sottoscritto nell’ottobre del 2007 e rinviato su richiesta del presidente del Consorzio Produzione Certificata Aceto Balsamico Modenese, Romeo Vellani, avrebbero dovuto partecipare esponenti del Consorzio e rappresentanti della cooperazione vitivinicola.

«Le proposte economiche del sistema produttivo cooperativo di Fedagri – sottolinea il presidente della Federazione regionale dell’Emilia Romagna, Giovanni Bettini – erano state presentate agli industriali già il 20 maggio scorso e non si può quindi affermare che sia mancato il tempo per analizzarle e valutarle. Pertanto, il rinvio dell’incontro dimostra chiaramente l’intenzione dei soci del Consorzio di non rispettare l’accordo di filiera siglato l’autunno scorso e di non vincolarsi alla fornitura di mosti provenienti dall’Emilia Romagna, mantenendosi liberi di ricercare le migliori condizioni economiche per l’approvvigionamento».

L’unico elemento rispettato è l’acquisto di mosti ottenuti da uno dei sette vitigni previsti dal disciplinare di produzione dell’Aceto Balsamico di Modena Igp, che in ambito comunitario è stato oggetto di opposizioni da parte di alcuni stati membri. Disciplinare il cui iter di approvazione non è ancora concluso e ciò renderà sempre più difficile tutelare dalla banalizzazione e dalla genericità il termine «Aceto Balsamico» di Modena.

«Lo slittamento della riunione per l’accordo sulla fornitura dei mosti – sottolinea il presidente di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna – sancisce la sconfitta della politica, ma anche di un sistema produttivo agroalimentare ed industriale che, in nome di un apparente ed effimero successo di alcuni ‘attori’ della filiera e dell’inconciliabilità di interessi contrapposti, non è stato in grado di preservare reali opportunità di crescita e di prospettiva per la realtà non solo modenese ma di tutta la regione che sarebbero derivate dall’approvazione di un disciplinare di produzione dell’Aceto Balsamico di Modena IGP caratterizzato da un forte legame con il territorio con l’obbligo di approvvigionamento dei mosti a livello regionale».

«Questa vicenda – conclude Bettini – dimostra ancora una volta che solo con proposte e percorsi ampiamente e realmente condivisi è possibile ottenere risultati positivi, mentre le forzature di alcuni soggetti della filiera danneggiano irreparabilmente l’intero sistema economico legato all’Aceto Balsamico Igp, compromettendone la tutela e la valorizzazione».