12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Le cerimonie per il 25 aprile

«La Liberazione fu respiro dopo vent'anni d'apnea»

Il presidente del Consiglio provinciale, Gennaro Falanga, ha aperto così la commemorazione per l'anniversario della Liberazione. Oggi alzabandiera in piazza Vittoria e iniziative a Piedimonte e Sant'Andrea

GORIZIA - Sono iniziate oggi, con una cerimonia nella sala consiliare della Provincia, le celebrazioni per il settantesimo anniversario della Liberazione. In corso Italia, la commemorazione è stata presieduta dal presidente del Consiglio provinciale, Gennaro Falanga, che ha evidenziato come «la Liberazione fu come un respiro a pieni polmoni dopo un ventennio di apnea. Oggi - ha ricordato il numero uno dell’assemblea provinciale - viviamo un periodo ambiguo, di crisi: noi, che abbiamo sessant’anni, garantiamo per i nostri figli, ma non sappiamo chi potrà garantire per i figli dei nostri figli. Settant’anni fa si lottava per vivere, oggi i giovani e non solo rischiano di non vivere il proprio tempo». L’incontro è stato preceduto dalla deposizione di una corona d’alloro al monumento di piazzale Martiri della Libertà, alla quale hanno partecipato alcuni sindaci dell’Isontino, le autorità militari cittadine e il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta. Oggi iniziative a Piedimonte e Sant’Andrea, mentre alle 10 si svolgerà in piazza Vittoria l’alzabandiera, alla presenza delle autorità locali. Alle 19, un picchetto della Pozzuolo sancirà l’ammainabandiera.

I giovani: Partecipare alla vita civile
Prima degli interventi dei consiglieri provinciali Simonetta Vecchi e Alijosa Sosol, che hanno portato un proprio saluto in friulano e sloveno, aveva introdotto la cerimonia un discorso di Eva Furlan, rappresentante della Consulta provinciale degli studenti: «Celebrare il 25 aprile significa celebrare la libertà, spesso scadendo nella retorica, mentre chi è morto per la libertà è morto senza retorica. Ringraziare chi sacrificò la propria vita non è abbastanza: il modo più consono per dire grazie è partecipare alla vita civile, nella quale ogni singolo individuo può contribuire alla crescita democratica del Paese».

L'Anpi: Rafforzare prestigio delle istituzioni
«E’ opportuno rafforzare il ruolo e il prestigio delle istituzioni, rigenerando politica e partiti: così si potranno contrastare la corruzione e la crisi di valore, rendendo omaggio a chi per la libertà e la democrazia settant’anni fa ha dato la vita». E’ l’auspicio del presidente del comitato provinciale dell’Anpi, Paolo Padovan, intervenuto alla serata. «L’Anpi da sempre appoggia chi si batte per i valori di libertà e democrazia: valori irrinunciabili, come la pace, salvaguardati in Europa anche dalla nascita dell’UE - ha ricordato Padovan -. Oggi assistiamo alla volontà di cambiare la Carta costituzionale: può essere modificata, ma non solo per ottenere risparmi presunti derivanti dal taglio dei senatori, non a discapito di una limitazione della democrazia. Siamo contrari a rafforzare l’esecutivo per penalizzare il legislativo. E la stessa legge elettorale non garantisce la piena rappresentanza dei cittadini».