«La Liberazione fu respiro dopo vent'anni d'apnea»
Il presidente del Consiglio provinciale, Gennaro Falanga, ha aperto così la commemorazione per l'anniversario della Liberazione. Oggi alzabandiera in piazza Vittoria e iniziative a Piedimonte e Sant'Andrea
GORIZIA - Sono iniziate oggi, con una cerimonia nella sala consiliare della Provincia, le celebrazioni per il settantesimo anniversario della Liberazione. In corso Italia, la commemorazione è stata presieduta dal presidente del Consiglio provinciale, Gennaro Falanga, che ha evidenziato come «la Liberazione fu come un respiro a pieni polmoni dopo un ventennio di apnea. Oggi - ha ricordato il numero uno dell’assemblea provinciale - viviamo un periodo ambiguo, di crisi: noi, che abbiamo sessant’anni, garantiamo per i nostri figli, ma non sappiamo chi potrà garantire per i figli dei nostri figli. Settant’anni fa si lottava per vivere, oggi i giovani e non solo rischiano di non vivere il proprio tempo». L’incontro è stato preceduto dalla deposizione di una corona d’alloro al monumento di piazzale Martiri della Libertà, alla quale hanno partecipato alcuni sindaci dell’Isontino, le autorità militari cittadine e il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta. Oggi iniziative a Piedimonte e Sant’Andrea, mentre alle 10 si svolgerà in piazza Vittoria l’alzabandiera, alla presenza delle autorità locali. Alle 19, un picchetto della Pozzuolo sancirà l’ammainabandiera.
I giovani: Partecipare alla vita civile
Prima degli interventi dei consiglieri provinciali Simonetta Vecchi e Alijosa Sosol, che hanno portato un proprio saluto in friulano e sloveno, aveva introdotto la cerimonia un discorso di Eva Furlan, rappresentante della Consulta provinciale degli studenti: «Celebrare il 25 aprile significa celebrare la libertà, spesso scadendo nella retorica, mentre chi è morto per la libertà è morto senza retorica. Ringraziare chi sacrificò la propria vita non è abbastanza: il modo più consono per dire grazie è partecipare alla vita civile, nella quale ogni singolo individuo può contribuire alla crescita democratica del Paese».
L'Anpi: Rafforzare prestigio delle istituzioni
«E’ opportuno rafforzare il ruolo e il prestigio delle istituzioni, rigenerando politica e partiti: così si potranno contrastare la corruzione e la crisi di valore, rendendo omaggio a chi per la libertà e la democrazia settant’anni fa ha dato la vita». E’ l’auspicio del presidente del comitato provinciale dell’Anpi, Paolo Padovan, intervenuto alla serata. «L’Anpi da sempre appoggia chi si batte per i valori di libertà e democrazia: valori irrinunciabili, come la pace, salvaguardati in Europa anche dalla nascita dell’UE - ha ricordato Padovan -. Oggi assistiamo alla volontà di cambiare la Carta costituzionale: può essere modificata, ma non solo per ottenere risparmi presunti derivanti dal taglio dei senatori, non a discapito di una limitazione della democrazia. Siamo contrari a rafforzare l’esecutivo per penalizzare il legislativo. E la stessa legge elettorale non garantisce la piena rappresentanza dei cittadini».
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