28 giugno 2017
Aggiornato 19:30
Cultura

Apre «Tempo di Libri», fiera per fare crescere la lettura in Italia

A Milano anche il ministro Franceschini. Mano tesa a Torino

MILANO - Un racconto concepito attraverso le lettere dell'alfabeto per provare a dare un nuovo slancio all'editoria italiana. Possiamo forse descrivere così Tempo di Libri, la fiera che si apre nel polo milanese di Rho, nata dalla collaborazione tra l'Associazione italiana degli editori e Fiera Milano. A fare gli onori di casa un orgoglioso Federico Motta, presidente dell'AIE. «Per gli editori - ha detto ad askanews - credo che sia un momento molto importante, apre la loro fiera, quella che hanno voluto e organizzato in un tempo brevissimo, neanche sei mesi. Credo sia un evento eccezionale e chi avrà l'opportunità o vorrà visitarlo se ne renderà conto».

Il taglio del nastro con il ministro Dario Franceschini.
All'inaugurazione è intervenuto, facendosi carico anche del rito del taglio del nastro, il ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini che ha visitato la fiera e salutato gli espositori, prima di rilanciare l'idea di offrire un sostegno, come già accade per il cinema e il teatro, anche al mondo dell'editoria e poi, soprattutto, indicare la priorità per l'azione di tutti. «Quello che dobbiamo assolutamente fare come Italia - ha detto il ministro - è lavorare per far crescere il numero dei lettori, lavorare nelle scuole, lavorare tra i ragazzi, aiutare le librerie, le biblioteche e anche avere un supporto da chi può dare un grande aiuto».

La parole della scrittrice-curatrice Chiara Valerio.
Nei 35mila metri quadrati di spazi dei padiglioni 2 e 4 della Fiera di Rho sono in cartellone 720 appuntamenti con circa duemila ospiti, tra i quali, per citare solo qualche nome, Javier Cercas, Walter Siti, Edna O'Brien o Abraham Yehoshua. Un programma curato, per la parte generale, dalla sempre geniale e sorridente Chiara Valerio.
«Penso - ci ha detto la scrittrice-curatrice - che sia un gran giorno per la squadra di Tempo di Libri, che ha fatto questa impresa. Penso che sia comunque un'opportunità di curiosità, spero prima di tutto per i lettori e poi anche per gli editori. Sono molto contenta del lavoro che abbiamo fatto con gli editori perché è una fiera pensata veramente con gli uffici stampa e gli editor delle case editrici italiane, che sono presenti e da questo punto di vista è una cosa nuova. Perché quando sono andata a parlare con loro io conoscevo i nomi degli autori e i titoli, ma loro avevano già il senso. Quindi spero che questa fiera riverberi il senso con la quale è stata costruita».

La polemica e confronto con il Salone del Libro di Torino.
Una costruzione che, comunque, è stata anche tormentata, soprattutto per via del confronto con Torino e il suo storico Salone del Libro. Dualismo che però tutti i diretti interessati qui a Tempo di Libri dichiarano di essere pronti a superare nell'ottica, ribadita anche da Franceschini e Motta, di fare sinergia e non arrecarsi danno. E di questo hanno parlato dal palco dell'inaugurazione ufficiale anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.
«Abbiamo assistito a un po' di polemica - ha detto Maroni - ma credo davvero che ci siano le condizioni perché Milano e Torino, che già sono collegate da tanti punti di vista possano trovare il modo di collaborare per investire sulla cultura, perché questo è l'obiettivo». "Auguro che Torino - gli ha fatto eco Sala - abbia lo stesso successo e poi potremo discutere su come lavorare insieme perché credo che l'editoria vada aiutata e in questo momento storico e sociale dobbiamo stimolare quanti più possibile a leggere».

E' Tempo di Libri quindi... fino al 23 aprile.
Tra i primissimi ospiti, subito a ridosso dell'apertura, Roberto Saviano, che ha fatto registrare il primo «sold out» della manifestazione, che poi si espanderà nella città grazie a tutti gli eventi del «Fuori Tempo di Libri», come dimostra anche una grande installazione in piazza Duomo.
«Credo che Milano - ha aggiunto Federico Motta - attraverso la propria capacità di esportare cultura, idee e anche un certo modo di stili di vita può essere poi un traino importante per tutto il Paese».
Partendo da un'idea di cultura che, al di là del formato che può assumere di volta in volta, resta viva e presente nella vita di tutti i giorni. «Noi impariamo quando raccontiamo - ha concluso Chiara Valerio - e raccontando spieghiamo le cose. E' il racconto che costruisce le cose, io di questo sono sicurissima". La fiera milanese resta aperta al pubblico fino al 23 aprile.