11 dicembre 2019
Aggiornato 09:00

Jean Michel Jarre in concerto per salvare il Mar Morto

Il papà elettronica in Israele: resistiamo contro tutti i Trump

Roma, - Jean Michel Jarre ha scelto la monumentale fortezza di Masada, in Israele, come scenografia per un concerto a sostegno del Mar Morto, la cui evaporazione costante mette in pericolo la sua stessa esistenza. Il musicista francese, pioniere della musica elettronica con l'album "Oxygène" (1976), invita anche alla "resistenza" contro le politiche alla Donald Trump che non aiutano l'ambiente:

"Questa regione del mondo è una regione che appartiene al mondo, per questo la problematica del Mar Morto è molto simbolica vista da qui. Questo luogo è un luogo in costante pericolo; come il Mar Morto questo luogo e questa regione simbolizzando uno dei centri del mondo. Ciò ci riguarda tutti, su un piano che va oltre le politiche, su un piano semplicemente umano, sul piano della storia, sul piano del nostro futuro".

"Penso davvero che sia tempo di mostrare tutto ciò che l'ecologia ha di entusiasmante e dinamico, di poetico e romantico. Questo progetto, questo concerto, penso e spero che contribuisca a organizzare la resistenza contro tutti i Trump della Terra", ha detto l'artista, che è anche goodwill ambassador dell'Unesco.

"Non sono uno scienziato, non sono un politico, ma in quanto musicista il mio lavoro consiste nel fare rumore. Ho pensato che ciò potrebbe essere una buona idea per fare molto rumore qui", ha concluso il musicista, 68 anni.

Il mar Morto, noto per la sua forte salinità, si trova tra Israele, la Giordania e i Territori Palestinesi: il suo livello scende ogni anno di oltre un metro. Con questo ritmo, una delle meraviglie della natura potrebbe scomparire entro il 2050, avvertono gli esperti.