27 settembre 2021
Aggiornato 06:30
Coronavirus

La pandemia frena il passaggio alla fase adulta dei giovani italiani

Un’analisi di Zappyrent conferma l’impatto della pandemia sui giovani costretti a rimandare l’uscita dalla casa dei genitori: cala la percentuale di under 30 che intraprendono un progetto di affitto

Due ragazzi nella loro camera da letto
Due ragazzi nella loro camera da letto Ufficio Stampa

Sono le nuove generazioni a essere messe in ginocchio dalla pandemia da coronavirus. E mentre prima della pandemia più del 30% dei giovani prendeva in considerazione la possibilità di andare a vivere per conto proprio o a convivere nel breve periodo, un’indagine di Zappyrent, startup tecnologica italiana che punta a semplificare il mercato degli affitti a medio-lungo termine, rivela che la percentuale di under 30 alle prese con la richiesta di un affitto a medio termine è scesa di 30 punti. Se a marzo 2020 questa fascia di età rappresentava ben l’80% del totale dei richiedenti oggi, 12 mesi dopo, siamo al 50%. Tra le componenti che incidono su questo andamento pesano la condizione economica e lavorativa, fattori determinanti nella percezione del rischio.

L’analisi del portale, condotta sui volumi di prenotazioni per affitto a medio termine - fino a 24 mesi - realizzate negli ultimi 12 mesi, conferma anche per il settore degli affitti gli effetti della pandemia su quella generazione che da quest’anno prende una nuova etichetta, «Generazione Standby». Mentre a inizio 2020 il desiderio di progettualità dei giovani italiani registrava un trend positivo, stando ai risultati dell’indagine di Zappyrent oggi, un anno dopo, tutto rallenta o si ferma e sale del 19,1% l’età media di chi cerca un affitto a medio termine per intraprendere il più importante dei progetti di vita tipici del passaggio alla fase adulta: lasciare la casa dei genitori.

Se è vero che oltre il 60% dei giovani italiani, Millennials e Generazione Z, percepisce i propri progetti di vita a rischio e crede che l’emergenza sanitaria avrà un impatto negativo sul futuro, vivere da soli è il primo elemento a cui si rinuncia. Anche gli affitti a medio termine, che sono - per il loro ridotto numero di vincoli - i preferiti di chi si imbarca in progetti lavorativi e personali nuovi e magari temporanei, registrano questo fenomeno: a marzo 2021 l’età media di chi ha scelto questo contratto ha per la prima volta superato i 30 anni.

Condizione precaria occupazionale e incertezza del reddito

Analizzando il fenomeno in termini geografici sono Torino e Roma le città più colpite, dove viene fotografata la diminuzione più significativa di affitti i cui titolari rientrano nella fascia di età 19-29.

«La pandemia ha colpito una generazione, di cui io stesso faccio parte, che già si trovava in notevole ritardo nel trovare un’occupazione stabile e nel lasciare la casa di famiglia. - dichiara Lino Leonardi, fondatore e CEO di Zappyrent. - Noi di Zappyrent lavoriamo ogni giorno all’ideazione di strumenti e soluzioni in grado di dare un po’ di respiro a tutto il comparto della locazione che, proprio in questi mesi, è particolarmente in sofferenza. Far ripartire l’Italia vuole anche dire riconoscere il ruolo attivo delle nuove generazioni e la spinta innovativa che possono portare. La nostra startup nasce proprio con l’idea di rivoluzionare il mercato degli affitti a medio termine facendo leva sulla tecnologia per rendere l’affitto un’esperienza semplice ed economica, al contempo sicura.»

La precaria condizione occupazionale e l’incertezza del reddito sono le componenti che più influiscono sulla decisione di rimandare o abbandonare progetti di vita, come affittare una casa per conto proprio. Nel tentativo di far fronte a queste difficoltà, Zappyrent ha ideato un'innovativa forma di protezione a garanzia dell'affitto a medio termine, a vantaggio sia degli inquilini che dei proprietari. Grazie a Protezione Zappyrent il proprietario riceve l’affitto mensile direttamente dal portale ogni 12 del mese, indipendentemente dal fatto che l’inquilino abbia versato o meno il canone: questo non solo a tranquillità dei proprietari, ma anche per incoraggiarli ad affittare ai giovani a prescindere dalla loro stabilità occupazionale. È il portale a versare la somma concordata, gestendo da intermediario le transazioni e le comunicazioni tra le parti. Questa protezione evita, inoltre, che i locatari più giovani (studenti universitari, Erasmus o professionisti all’inizio della propria carriera) ricorrano alla fideiussione, perché è la piattaforma stessa a porsi come garante.