2 giugno 2020
Aggiornato 01:30
Gioco

Skill Games: le misteriose origini della scopa e dello scopone

La scopa e lo scopone rappresentano due giuochi di carte tra i più amati e conosciuti, soprattutto nel nostro Paese

Napoli
Napoli Unsplash

La scopa e lo scopone rappresentano due giuochi di carte tra i più amati e conosciuti, soprattutto nel nostro Paese. Per praticarli vengono solitamente usate le carte napoletane. Teoricamente, con opportune modifiche, possono essere usate anche le carte francesi, a patto di scegliere un seme che sostituisca i denari, eliminando al contempo le carte contrassegnate con gli 8, 9 e 10. Le figure possono essere utilizzate con le stesse modalità delle carte napoletane.

Le origini

Scopa e scopone hanno origini antiche e avvolte nel mistero, almeno in parte. Un recente tentativo per ricostruire la storia di questi due simpatici passatempi, è stato fatto da Sergio A. Bonanni.
Sulla falsariga è da considerare anche il lavoro di Enrico Malato e 2 articoli, degni di nota, abbastanza recenti, di Franco Pratesi:

  • Scopone italianissimo («L’Esopo», n. 61, marzo 1994, pp. 65-77).
  • La prima edizione di Chitarrella, («Journal of the International Playing-Card Society», XXVII/4, gen.-feb. 1999, pp. 166-172).

All’interno dell’articolo sul Chitarrella, fantomatico Monaco partenopeo del ‘600, ma dotto esperto di legge vissuto intorno alla metà del ‘700, secondo il Pratesi, viene riportata la prima menzione, attribuita al Chitarrella, sullo scopone.

Tuttavia, la prima codifica delle regole dello scopone, di cui si ha documentazione, è del 1855: Del giuoco dello scopone, Antonio Capecelatro - Napoli, Stabilimento Tipografia di G. Nobile.

Le regole moderne del gioco della scopa e dello scopone

Scopa e scopone continuano ad essere tuttora largamente praticati, sia in casa che in posti di ritrovo quali circoli e bar, soprattutto in quelli frequentati da anziani. Le regole della scopa sono abbastanza semplici. Inizialmente il mazziere, a turno uno dei giocatori presenti, distribuisce 3 carte per ciascun giocatore e mette 4 carte in tavola. Seguendo l’ordine della distribuzione delle carte, i presenti possono prendere una o più carte in tavola, oppure calare una delle carte in mano, se non hanno nulla da prendere. La procedura va avanti fino all’esaurimento delle carte distribuite. Successivamente il mazziere distribuisce altre tre carte fino a esaurimento delle carte disponibili.
Il punteggio viene calcolato in base a una serie di parametri che possono essere così riassunti:

  • Numero di carte in possesso di ciascun giocatore, a chi ne ha di più viene attribuito 1 punto.
  • Numero di carte in possesso di ciascun giocatore per il seme denominato «denari», a chi ne ha di più viene attribuito 1 punto.
  • L’essere in possesso del sette di denari, comunemente chiamato «settebello», a chi lo possiede viene attribuito un punto.
  • Numero di «scope» ottenute durante la partita, ciascuna scopa equivale a un punto.

Si ottiene una scopa quando si è in possesso dello stesso valore, anche di seme diverso, dell’ultima (o delle ultime) carta rimasta sul tavolo da gioco. All’interno di una partita questo evento può verificarsi più volte.
Per lo scopone valgono le stesse regole, ma con alcune differenze:

  • Il gioco viene praticato in coppia per un massimo di due coppie.
  • Le 40 carte disponibili vengono distribuite subito all’inizio della partita in ragione di 10 per ciascun giocatore.
  • Non sono presenti carte in tavola.

È facilmente comprensibile quanto, nello scopone, sia importante la capacità di coordinamento tra i 2 componenti della coppia oltre alla capacità di memorizzare le carte via via calate, al fine di non avvantaggiare la coppia avversaria.
Per gli appassionati del gioco virtuale, sono disponibili anche numerose versioni di scopa online la cui riproduzione, affidandosi a una grafica ricca e accattivante, ricalca fedelmente i meccanismi del gioco tradizionale.

Nel campo dell’arte e della cultura, innumerevoli sono i riconoscimenti tributati al gioco delle carte. Dalla pittura alla letteratura e al cinema, molte sono le opere incentrate sulla figura del giocatore di carte. In specifico non si può non ricordare il toccante film di Luigi Comencini, Lo scopone scientifico, dove un Alberto Sordi in veste insolitamente drammatica si affianca alla splendida Silvana Mangano in una sfida senza fine, a scopone, contro una vecchia miliardaria americana, impersonata da Bette Davis.

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