Diritti degli animali

Liberi di vivere, no alla caccia. A Firenze per manifestare con M. V. Brambilla

Dopo aver dato vita al Movimento Animalista, la deputata azzurra Maria Vittoria Brambilla, sotto l’egida di Silvio Berlusconi, ieri ha manifestato a Firenze per la prima volta contro la caccia

Berlusconi e Brambilla per il Movimento Animalista
Berlusconi e Brambilla per il Movimento Animalista (ANSA | FRAME TGCOM24)

FIRENZE – Si è dato appuntamento ieri a Firenze in ‘neo’ nato Movimento Animalista fondato dalla deputata azzurra Maria Vittoria Brambilla, sotto l’egida di Silvio Berlusconi. Con lo slogan ‘Liberi di vivere, no alla caccia’, si è svolta ieri a Firenze la prima manifestazione regionale indetta dalla Sezione Toscana. L’evento è stato organizzato dalla coordinatrice Laura Cardinali, presidente della sezione fiorentina della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente. Alla manifestazione erano presenti i rappresentanti di tutte le province toscane del Movimento Animalista e molti volontari appartenenti alle associazioni animaliste LEIDAA, Gabbie Vuote Onlus, LAC e altre.

Il sit-in
La ‘protesta’ si è svolta con anche un sit-in davanti alla sede del consiglio regionale, per sensibilizzare i cittadini e le istituzioni su un problema molto sentito dagli animalisti, in particolare in un territorio dominato dalla ‘lobby’ della caccia, che si ritiene possa aver avuto un peso nell’approvazione delle deroghe più clamorose registrate in Italia. Tra le tante, gli animalisti ricordano l’ultima, votata a larga maggioranza dal Consiglio regionale a febbraio del 2016 che ha liberalizzato la caccia agli ungulati tutto l’anno, per tre anni. «Dare il via libera alla caccia agli ungulati – commenta Laura Cardinali – non risolve il problema della loro incontrollata riproduzione. Inoltre, la caccia in Toscana fa più morti della criminalità organizzata. Molte persone inesperte si armano di fucile e, non sapendo distinguere un cinghiale da un essere umano, finiscono per spararsi tra loro! Le norme che consentono ai cacciatori di accedere ai fondi dei residenti mettono a repentaglio la sicurezza delle campagne».

Uccidere per divertimento
«L’uccisione di un animale per gioco o per divertimento – ricorda la coordinatrice Cardinali – non ha nulla a che vedere con la caccia per sopravvivenza ancora oggi praticata dai popoli primitivi. E’ una pratica sadica e sleale, aggravata da futili motivi. Le armi di cui sono armati i nostri cacciatori sono così potenti e precise che non lasciano alcuna via di scampo ai poveri animali».
«Il Movimento Animalista si sta battendo per far riconoscere la soggettività giuridica di ogni animale in costituzione, e lotterà affinché gli animali non vengano più considerati come oggetti, ma come esseri viventi portatori di diritti», conclude la Cardinali.