24 aprile 2024
Aggiornato 17:00
Missione Kepler

Scoperti 219 pianeti nuovi. 10 sono abitabili come la Terra

Siamo a quota 4.034 grazie alla nuova scoperta del telescopio Kepler. Trovati altri 10 pianeti nella fascia abitabile, potenzialmente simili alla terra. L’annuncio della Nasa

Kepler ha scovato altri 219 pianeti
Kepler ha scovato altri 219 pianeti Foto: ANSA | EPA/NASA/JPL ANSA

CALIFORNIA - Scovati altri 219 pianeti. «Ma quanti siamo nell’universo?», verrebbe da chiedersi. Ad avvistarli è stato il Kepler della Nasa, vero e proprio segugio di nuovi astri. Ma non cantate subito vittoria: i pianeti si troverebbero all’esterno del nostro sistema solare, quindi decisamente un po’ fuori porta. La buona notizia, tuttavia, è che ben 10 di questi sembrano essere abitabili come la Terra. Questi ultimi si troverebbero in quella che viene considerata la fascia abitabile, ovvero alla giusta distanza dalla propria stella – come potrebbe essere il nostro sole – per poter avere a disposizione la corretta quantità di liquidi necessari alla sopravvivenza. Per lo meno questo vale per il concetto di vita che conosciamo noi. La notizia è stata recentemente diffusa durante una conferenza stampa in diretta streaming dal Centro di ricerca Ames della Nasa, in California.

I mondi alieni
Grazie al telescopio spaziale Kepler i mondi alieni potenziali sono oltre quattromila: per la precisione 4034. Di questi 2.335 sono catalogati come veri e propri pianeti e ben 30 rientrano nella fascia abitabile. Quello di Kepler è, ad oggi, l’ottavo catalogo della sua missione. «Questo catalogo, frutto di misure estremamente accurate è la base di partenza per rispondere a una delle domande più interessanti dell'astronomia: quanti sono i pianeti simili alla Terra nella nostra galassia?», racconta la coordinatrice Susan Thompson, del Seti Institute di Mountain View (California).

Uno studio accurato
Il telescopio Kepler fornisce continuamente dati al gruppo di ricerca che li studia attentamente al fine di verificare eventuali altri pianeti abitabili e forme di vita. Negli ultimi anni è stato possibile misurare con precisione migliaia di pianeti e suddividendoli in due gruppi principali: quelli rocciosi delle dimensioni della Terra e quelli gassosi che sono addirittura più piccoli di Nettuno. «Ci piace pensare a questo studio di classificazione dei pianeti come quello con cui i biologi identificano nuove specie animali. Trovare due gruppi distinti di esopianeti è come scoprire che mammiferi e lucertole formano due rami distinti dell'albero evolutivo», dichiara il coordinatore Benjamin Fulton dell'Università delle Hawaii.

Tutto ciò che sappiamo lo dobbiamo a Kepler
«Kepler è  stato fino ad ora l’unico strumento in grado di fornirci informazioni sulla frequenza dei pianeti analoghi alla Terra, e bisognerà aspettare il lancio del satellite europeo Plato nel 2026 per avere una valutazione statisticamente più accurata, e, soprattutto, per  individuare quelli su cui puntare i grandi telescopi terrestri adesso in preparazione, come Elt, al fine di cercare segnali nelle loro atmosfere eventualmente legati alla presenza di vita», spiega Isabella Pagano, ricercatrice dell’Inaf di Catania e responsabile scientifico per l’Italia delle future missioni spaziali Cheops (Characterizing ExOPLanet Satellite) e Plato (Planetary Transits and stellar Oscillations) dell’Esa.

Troppi pochi pianeti abitabili?
«Sebbene il numero di nuovi pianeti sia «modesto» rispetto a quanto ci ha abituati Kepler in passato, questo aggiornamento del catalogo è particolarmente rilevante perché sono stati rianalizzati tutti i dati presi durante la fase principale della missione, quando Kepler ha monitorato le stelle simili al Sole in una regione del Cigno per cercare pianeti simili alla Terra non solo per dimensione ma anche per tipo di orbita», conclude Pagano durante un’intervista rilasciata al notiziario on line dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.