27 giugno 2017
Aggiornato 12:30
Animali e salute

Ecco Jack e Lola, i due cani «terremotati» che salvano i cardiopatici

Due randagi, abbandonati nelle zone terremotate, stanno facendo vedere quanto valgono. Sono Jack e Lola, rispettivamente un incrocio di Setter e una meticcia miscuglio di varie razze, che sono diventati il ‘farmaco’ per i pazienti cardiopatici. La loro presenza infatti è ritenuta aumentare di ben 4 volte la sopravvivenza dei malati

Pet Therapy
Pet Therapy (Monkey Business Images | shutterstock.com)

Da cani abbandonati a ‘superstar’ mediche che aiutano i pazienti cardiopatici, rendendo migliore e anche più lunga la loro vita. Sono Jack e Lola, rispettivamente un incrocio di Setter (di 5 anni) gran giocherellone e una meticcia (di 2 anni) miscuglio di varie razze decisamente più tranquilla, che sono diventati il ‘farmaco’ per i pazienti cardiopatici. La loro presenza infatti è ritenuta aumentare di ben 4 volte la sopravvivenza dei malati di cuore.

Il progetto
I due cuccioli, abbandonati nelle zone terremotate, sono i primi a essere adottati dalla Fondazione Iseni di Malpensa (MI), che con il suo progetto intende «superare il concetto di semplice pet therapy». L’iniziativa prevede che i pazienti degli istituti di ricovero e cura del Gruppo, potranno proseguire gratuitamente la loro terapia clinica avvalendosi di uno strumento in più: portare con sé un cane che diverrà parte della famiglia.

La ‘materia prima’ non manca
Il progetto della Fondazione Iseni non dovrebbe avere problemi nel reperire la ‘materia prima’, dato che soltanto in Italia ogni anno vengono abbandonati tra i 100 e i 150mila cani. Sono molti i centri che si occupano di questi animali abbandonati, ma purtroppo sono altrettanto molti i cani che muoiono in incidenti stradali o per gli stenti.

Jack e Lola
I due pionieri del progetto, Jack e Lola, provengono da un centro partner di Animal’s Emergency, che si trova a Foligno, in provincia di Perugia – che è anche zona colpita dagli ormai continui terremoti. Il centro della Fondazione Iseni, si trova invece a Trezzano sul Naviglio (MI) e qui sono già presenti una ventina di animali, di cui un quarto già pronti per essere adottati da un cardiopatico.

Un doppio vantaggio
L’iniziativa della Fondazione ha un doppio vantaggio: da un lato limitare per quanto possibile la piaga degli abbandoni e dall’altro aiutare le persone con problemi cardiaci. L’idea è quella di creare una collaborazione con ospedali ed enti di protezione animale, sperimentando al tempo stesso gli effetti della terapia con gli animali domestici, o pet therapy.

Gli effetti sulla salute
Che la presenza di un cane in casa abbia positivi effetti sulla salute ne sono più che convinti alla Fondazione Iseni: «Scendono i valori di pressione, glicemia, stress e colesterolo – spiega Andrea Macchi, direttore generale di Iseni Sanità – Essere positivi, doversi occupare di un cane e fare più moto anche per portarlo fuori migliora la vita sia fisicamente che psicologicamente».
«I nostri esemplari – precisa Nino Ussia, presidente di Animal’s Emergency – sono scelti anche valutando le compatibilità con le persone e poi sono inseriti gradualmente nelle famiglie».
«Il progetto rientra nell’umanizzazione della cura, nel concetto che il malato deve sempre essere messo al centro della terapia», conclude Fabrizio Iseni, presidente dell’omonima Fondazione.