1 dicembre 2022
Aggiornato 00:30
Medici eroi

Bimba in volo per un’operazione urgente, rischia di morire per un ritardo. Un «eroe» la salva

Una bambina in corsa verso la vita. La sua unica speranza di salvezza era un volo aereo. Ma i troppi imprevisti rischiano di farla morire

MILANO - Il suo nome è Amina ed è una bambina nata da poco e affetta da una gravissima patologia cardiaca. Ha solo una speranza per essere salvata: volare da Tunisi a Milano. La sua destinazione è il Policlinico San Donato, luogo in cui avrebbe dovuto eseguire un’operazione estremamente complicata e urgente. Ma qualcosa va storto e l’areo ritarda il suo arrivo. L’ossigeno è esaurito e la piccola sta per morire. Per fortuna, però, un medico-eroe riesce a salvarla. Ecco i dettagli della vicenda.

Una bimba fragilissima
Ha soli dieci giorni di vita e il suo corpicino è fragile come una bambolina di ceramica: il suo peso, infatti, supera di pochissimo il chilo e mezzo. Nonostante sia così piccolina, però, è costretta a salire su un aereo per arrivare a Milano. Già di per sé il viaggio non è semplice perché è affetta da una grave patologia congenita e ha bisogno di cure urgentissime, ma quello che ancora non sa è che il viaggio sarebbe diventato un vero e proprio calvario.

Quattro ore di ritardo
Amina può sopravvivere solo grazie ad alcune bombole di ossigeno che le sono state fornite prima della partenza. Il numero è stato calcolato in base alle ore di volo, ma l’aereo parte con estremo ritardo – ben quattro ore dopo. Il rischio è quello di rimanere senza aria e di morire ancor prima di arrivare in ospedale.

Problemi su problemi
A quanto pare la partenza ritardata non bastava perché si sono aggiunti ancora altri problemi. Amina aveva una dose di ossigeno che le sarebbe bastata per un massimo di 90 minuti, ma il tempo di volo rimanente era di circa 100. Per questo motivo il medico che la stava accompagnando, il primario Alessandro Frigiola, chiede al pilota di accelerare il più possibile. Tuttavia, nonostante l’impegno del personale di bordo, si aggiunge l’ennesimo imprevisto: la temperatura della bambina crolla improvvisamente passando da 37 gradi a 36,4. Purtroppo la piccola non aveva a disposizione una culla termica ma solo una copertina. Il rischio che il cuore potesse fermarsi era alle porte.

Salvate la piccola
Frigiola non poteva permettere che la bambina morisse prima di aver tentato l’intervento che potesse salvarle la piccola. Quindi si rivolge nuovamente al personale di bordo: «sono tornato dal comandante - spiega il primario al Corriere della Sera - e gli ho fatto alzare al massimo il riscaldamento. Gli altri passeggeri sudavano, ma ho spiegato loro perché lo abbiamo fatto e nessuno ha protestato, anzi...».

Le ore della speranza
Il volo è durato ben 85 minuti, il periodo più difficile per la vita di Amina e per il medico che la stava accompagnando. Ma sono stati anche 85 minuti di speranza e fiducia e grazie ai vari interventi di Frigiola, la piccola è arrivata a Milano sana e salva. Alcune ore dopo è stata operata e i chirurghi che l’attendevano hanno potuto rimuovere l’atresia – una valvolina chiusa nel suo cuoricino che non permetteva i polmoni di ricevere la corretta quantità di sangue derivante dal ventricolo destro. Adesso Amina sta bene e Frigiola è rimasto in contatto con la sua famiglia che dovrà far eseguire esami continui alla bambina. Il rischio è che con il passare degli anni la valvola possa chiudersi nuovamente. Ma non c’è da preoccuparsi, la piccola avrà sempre a sua disposizione il suo angelo custode.