Benessere donna

Il caffè protegge le donne dalla demenza

L’assunzione di caffeina proteggerebbe le donne dal rischio di sviluppare la demenza. Quello che non si sa è l’effetto sul sistema nervoso, e su chi sta accanto alla donna in preda all’eccitazione

Caffè, contrasta la demenza nelle donne
Caffè, contrasta la demenza nelle donne (Raisa Kanareva | Shutterstock.com)

STATI UNITI – Quanti caffè hai bevuto oggi? Non lo ricordi? Be’, non è il caso di agitarsi, non è detto che si tratti di demenza in arrivo. D’altronde, secondo quanto asserisce uno studio, proprio il caffè dovrebbe proteggere le donne da questo rischio, per cui una piccola dimenticanza ci sta anche. Ma la protezione dipende proprio da quanti caffè si assumono. E dunque, quanti ne hai bevuti oggi?

La caffeina e il cervello
Caffeina e cervello e sono una coppia che pare vada a braccetto. E, tra i due, quella che comanda potrebbe essere propria la caffeina. Già, perché secondo quanto appurato da un largo studio, più di 261 mg di caffeina al giorno dettano legge, e mettono le donne anziane al riparo dalla demenza. Ma se si tiene conto che una tazzina di caffè contiene in media 50 mg di caffeina, per arrivare a oltre 261 ci vogliono più di 5 caffè al giorno. E se ne beneficia il cervello nei confronti della demenza, a uscirne magari pazzi sono quelli che stanno accanto alla donna ‘schizzata’ dopo aver assunto cotanta caffeina. A ogni modo, i più seri ricercatori hanno osservato come il consumo giornaliero auto-riferito di caffeina da parte di un gruppo di donne, nell’arco di 10 anni, abbia ridotto del 36% il rischio di demenza.

Ma quanta ce ne vuole?
Per arrivare a ottenere una percentuale significativa di riduzione del rischio demenza occorre dunque una buona quantità di caffeina. Per inciso, la caffeina si trova anche nel tè nero, nelle bibite a base di Cola, nei cosiddetti ‘energy drink’ e via discorrendo.  Per ottenere questa quantità di caffeina (tazzine di caffè a parte), bisognerebbe bere ogni giorno circa 6 tazze di tè nero o 7-8 lattine di Cola. E alla fine non si sa cosa è meglio. «Le evidenze sul consumo di caffeina come fattore potenzialmente protettivo contro il deterioramento cognitivo è un dato interessante, poiché la caffeina è anche un fattore dietetico facilmente modificabile con pochissime controindicazioni», spiega la dott.ssa Ira Driscoll, principale autore dello studio, suggerendo che si può decidere come e quanta caffeina assumere – anche se sulle ’’pochissime controindicazioni’’ ci sarebbe da discutere.

Uno studio unico
«Ciò che rende unico questo studio – aggiunge la ricercatrice – è che abbiamo avuto un’opportunità senza precedenti per esaminare le relazioni tra l’assunzione di caffeina e l’incidenza della demenza in un’ampia e ben definita coorte di donne, in modo prospettico». Per concludere, i ricercatori hanno stabilito che delle quasi 6.500 donne studiate, quelle che assumevano più caffeina avevano minori probabilità di sviluppare la demenza con l’avanzare dell’età. Per tutte le altre, era questione di ‘fortuna’. Lo studio è stato pubblicato su Journals of Gerontology Series, A Biological Sciences and Medical Sciences.