2 dicembre 2020
Aggiornato 07:00
Psicologia

Mai aiutare le colleghe al lavoro, rischi l'esaurimento

Ci sono molte buone ragioni per non essere troppo accomodante sul lavoro. Uno studio mostra che chi tende ad aiutare i colleghi rischia l'esaurimento e di vedere ridurre le proprie performance

A volte essere gentili e accomodanti non premia. È il caso di chi si preoccupa di aiutare colleghi e colleghe al lavoro. Secondo uno studio, infatti, questo spesso può portare a esaurimento mentale ed emozionale, con un impatto negativo sulle proprie prestazioni.

Altruisti in pericolo
Quello che hanno appurato i ricercatori della Michigan State University negli Stati Uniti, è che essere altruisti in queste situazioni può mettere in pericolo la propria stabilità mentale e, perché no, il proprio stesso lavoro. I risultati dello studio, pubblicati sul Journal of Applied Psychology, mostrano infatti che i livelli di esaurimento erano maggiori nei dipendenti con un'alta 'motivazione pro-sociale' – o coloro che hanno a cuore il benessere altrui. «Aiutare i colleghi può essere consumante per chi aiuta, in particolare per i dipendenti che aiutano molto – ha spiegato Russell Johnson, professore associato presso la Michigan State University negli Stati Uniti – Quando chi ha una motivazione pro-sociale riceve una richiesta d'aiuto, sente un forte obbligo di fornire questo sostegno, che però può richiedere un prezzo elevato».

Lo studio
I ricercatori hanno coinvolto 68 dipendenti in vari settori lavorativi, tra cui finanza, ingegneria e assistenza sanitaria, che sono stati seguiti per 15 giorni lavorativi consecutivi. Ai partecipanti è stato chiesto di compilare giornalmente un questionario. Dall'analisi dei dati raccolti si è scoperto che, nei giorni in cui i dipendenti si ritrovano impegnati in insolitamente elevate richieste d'aiuto, che prestavano, questi erano più soggetti a ritagliarsi delle pause, schiacciare un sonnellino o assumere stimolanti come la caffeina, per sostenere il carico e lo stress. Il problema, sottolineano i ricercatori, non è soltanto l'impatto negativo che le richieste d'aiuto, specie se continue, hanno sui chi si presta ad aiutare, ma che spesso le persone richiedenti non si rendono conto dell'effetto che questo ha su chi è gentile e accomodante.