22 agosto 2019
Aggiornato 15:30
Tra i tesori in mostra fino al 22 luglio

A Roma «I libri che hanno fatto l'Europa»

Da Carlo Magno all'invenzione della stampa, 180 preziosissimi manoscritti latini, romanzi, greci, arabi ed ebraici sono in mostra alla Biblioteca dell'Accademia nazionale dei Lincei e corsiniana, accanto all'Orto botanico a Roma.

ROMA - «I libri che hanno fatto l'Europa», da Carlo Magno all'invenzione della stampa, 180 preziosissimi manoscritti latini, romanzi, greci, arabi ed ebraici sono in mostra alla Biblioteca dell'Accademia nazionale dei Lincei e corsiniana, accanto all'Orto botanico a Roma.
L'accademico e curatore dell'esposizione Roberto Antonelli: «Qui ci sono lo straordinario fondo della biblioteca corsiniana, sia di stampati che di manoscritti, che ha fornito l'80% dei manoscritti in esposizione - spiega - Sono i libri che hanno garantito la continuità dell'educazione letteraria e scientifica dall'antichità fino ai giorni nostri».

Tra i tesori in mostra fino al 22 luglio:
«Diciamo la grande Bibbia Atlantica, un esemplare di 18 chili che potete ammirare nella prima sala, il Tristano corsiniano, che è un volgarizzazione in volgare veneto del Tristano e Isotta, con delle bellissime miniature, il Roman de la Rose, il più grande romanzo allegorico del Medioevo in antico francese e i Trionfi del Petrarca della Corsiniana miniati da uno straordinario miniaturista del 15esimo secolo», sottolinea.
«L'idea di raggrupparli - rivela - è nata dalle ricerche che stiamo conducendo da vari anni indirizzate a chiedere che come si è fatta un'Europa dell'euro, si faccia un'Europa della cultura».

Susanna Nobili, curatrice dell'allestimento
«Lo sforzo dell'allestimento è stato quello di ricreare stanze nelle stanze, lasciando invariata e visibile la magnificenza delle pareti e dei soffitti».
Rossanna Rummo, direttrice generale biblioteche e istituti culturali del Mibact, che ha concesso i prestiti delle grandi biblioteche pubbliche romane, conclude: «Realizzare una mostra sui libri che costituiscono il nostro dna, non solo italiano, ma di tutta l'Europa, questo è il momento giusto per farlo».