21 settembre 2020
Aggiornato 18:30
Se invecchi prima è colpa di mamma

Non combattere con l’invecchiamento, il crollo inizia prima della nascita

Se già la mamma si nutre con pochi alimenti antiossidanti e fuma, il figlio comincia a invecchiare molto prima del tempo

Chi di noi non vorrebbe conoscere la fonte di eterna giovinezza? Il fatto è che fino all’età di vent’anni ci si sente belli, forti, seducenti e quasi immortali. Ci si scontra con l’inizio del declino alla comparsa delle prime piccole rughe d’espressione. Ma agire in quel momento, ormai è troppo tardi. Anzi, forse anche agire a vent’anni non sarebbe andato bene: l’invecchiamento inizia prima di nascere. È quanto emerge da una ricerca condotta negli Stati Uniti, dall’Università di Cambridge e pubblicata su FASEB Journal.

Se non invecchi velocemente, lo sceglie la mamma
Non è solo un problema genetico quello di invecchiare prima o dopo, la giovinezza può dipendere anche dal comportamento disciplinato o meno della propria mamma. Secondo i ricercatori, infatti, assumere antiossidanti durante la gravidanza può aiutare il proprio figlio a invecchiare un po’ più lentamente.

Se la mamma fuma, il figlio invecchia prima
La mamma non dovrebbe fumare per la salute del proprio piccolo, ma anche se smette di farlo durante la gravidanza è possibile che la futura creatura invecchi lo stesso molto prima. Le donne fumatrici, infatti, presentano livelli molto più bassi di ossigeno nel grembo materno e pertanto sono a rischio di invecchiamento prematuro in età adulta. Inoltre, i primi effetti del fumo possono verificarsi persino in età fetale, quando il bambino può correre rischi a causa della preeclampsia della mamma.

È tutta colpa dei telomeri
In questi ultimi anni si parla molto della salute e dell’invecchiamento rapportato al proprio DNA. Come ben si sa, infatti, il nostro codice genetico è riportato nelle 23 coppie di cromosomi. Ognuno di essi ha delle estremità note con il nome di telomeri. La vera prova della vecchiaia risiede lì, quanto i telomeri si abbreviano o diventando più corti. Più sono brevi i telomeri più la persona è «vecchia», a dispetto della sua età effettiva. Durante lo studio, eseguito su modello animale, è stato possibile verificare la brevità dei telomeri in base alla presenza di antiossidanti assunti dalla madre durante la gravidanza.

Meno antiossidanti, più brevità nei telomeri
Dai risultati dello studio è emerso che i ratti che assumevano meno antiossidanti durante la gravidanza e che, in più, avevano un ridotto apporto di ossigeno, mostravano telomeri più corti in età adulta. In due parole, invecchiavano prima. Le madri che assumevano antiossidanti, invece, partorivano figli con meno problemi, persino se c’erano complicazioni durante la gravidanza o il parto. Inoltre avevano un ridottissimo rischio di sviluppare malattie cardiache.

Il conto alla rovescia inizia in gravidanza
«Il nostro studio sui topi suggerisce che l’orologio dell’invecchiamento inizia a ticchettare ancora prima della nascita e di entrare in questo mondo: tutto ciò può sorprendere molte persone. Sappiamo già che i nostri geni interagiscono con fattori di rischio ambientali, come il fumo, l’obesità e la mancanza di esercizio fisico per aumentare il nostro rischio di malattie cardiache, ma qui abbiamo dimostrato che l’ambiente a cui siamo esposti già nel grembo materno può essere altrettanto, se non più importante nella programmazione di un rischio di malattie cardiovascolari in età adulta», conclude Dino Giussani dell’Università di Cambridge.