30 settembre 2020
Aggiornato 10:30
Salute sessuale e psicologica

Le donne usano 5.000 eufemismi per evitare di parlare di mestruazioni

Il ciclo mestruale è ancora un tabù in Italia e in tutto il resto del mondo

Siamo nel 2016, epoca in cui la maggior parte dei tabù dovrebbe essere completamente abbattuto. Invece, secondo recenti indagini le donne hanno ancora timore di parlare di mestruazioni e ciclo. Lo sono a tal punto che si inventano frasi, parole e persino scuse per evitare il discorso

Meglio non parlarne con i colleghi
Il linguaggio di una donna si trasforma in un vero e proprio codice quando l’argomento in questione è il ciclo mestruale. Questo è quanto emerge da un sondaggio condotto su 90mila persone appartenenti a quasi 200 Paesi. Al posto di parlare chiaro a colleghi, amici o parenti di sesso maschile, le donne sono pronte a nascondere i sintomi e far finta di niente.

Sappiamo tutto sulle mestruazioni?
In merito ai risultati del sondaggio si è potuto notare che le risposte sono state discrepanti. Nonostante i media riferiscano che le informazioni in merito alle mestruazioni siano sufficienti, durante l’indagine è emerso che, per esempio, in Russia il 75 per cento delle donne confessa di non saperne abbastanza e di non avere un buon dialogo con le persone di sesso opposto. Idem in Ucraina con il 60 per cento e in India, con il 40 per cento. I Portoricani, invece, sembrano riuscire a parlarne liberamente sia durante l’età scolastica che lavorativa. Paradossalmente, il Giappone è il Paese meno «libero» in fatto di mestruazioni: solo il 13 per cento sembra sentirsi tranquilla a fare discorsi di questo genere.

Un vero peccato non poterne parlare liberamente
«È un peccato che così tante persone si sentano di non essere abbastanza aperte durante il ciclo mestruale e, in molte Regioni, questo accade persino all'interno delle proprie famiglie», dichiara Ida Tin, CEO di Clue, una società di salute al femminile con sede a Berlino. «Siamo fiduciosi che una maggiore consapevolezza e istruzione circa l'importanza della salute femminile, sia in grado di portare avanti questa discussione su scala globale», continua Tin.

Scuse a non finire
In ogni parte del mondo, le scuse sono le più disparate quando si tratta di rimanere a casa dalla scuola o dall’ufficio a causa di problemi derivanti dal ciclo mestruale. Le indonesiane e le italiane – mediamente l’8 per cento – ammettono di restare a casa perché non volevano che gli altri scoprissero che avevano le mestruazioni. «Abbiamo bisogno di fare molto di più per assicurarsi che le donne e le ragazze si sentano a proprio agio mentre parlano della loro salute sessuale e riproduttiva, ma anche dei loro diritti», conclude Françoise Girard, presidente della International Women’s Health Coalition.