30 settembre 2020
Aggiornato 20:00
Dieta del gruppo sanguino: cos’è a cosa serve

Giù i chili di troppo con la dieta del gruppo sanguigno

Una dieta personalizzata ideata da un naturopata americano. Promette di perdere peso grazie all’utilizzo esclusivo di alimenti adatti alla propria salute.

Il miglior modo per dimagrire è farlo in maniera completamente personalizzata. Ognuno, infatti, ha il proprio metabolismo ma anche il proprio stile di vita che va adattato all’eventuale dieta da seguire. Ma esiste anche un metodo di dimagrimento basato sul proprio gruppo sanguigno che sembra dare buoni risultati. Ecco come fare per buttare giù facilmente qualche chiletto di troppo.

I fondamenti della dieta del gruppo sanguigno
La dieta del gruppo sanguigno è nata da un naturopata di origini americane, Peter D’Adamo. I gruppi sanguigni, secondo la sua teoria, si sono evoluti nel tempo con le diverse specie. Ecco perché a seconda del gruppo di appartenenza alcuni alimenti possono farci male – e quindi predisporci all’aumento di peso – e altri no.

A ogni gruppo, la sua professione
Secondo Peter D’Adamo ogni gruppo sanguigno è correlato a un momento evolutivo diverso dell’essere umano e, di conseguenza, anche uno stile di vita differente. Si deduce, per esempio, che le persone che appartengono al gruppo A siano vissute ai tempi in cui c’erano molti coltivatori e allevatori, di conseguenza la loro dieta ideale era contraddistinta dai cibi ricavati da tali lavori. Chi apparteneva al gruppo B, invece, erano famiglie nomadi e pastori. I gruppi A/B dovrebbero invece essere una «somma» di entrambi i gruppi. Il gruppo 0, infine risulta essere in assoluto la razza più antica e sembra essersi dedicato principalmente alla caccia.

La dieta ideale a seconda del gruppo sanguino
Se ogni gruppo sanguino appartiene a una determinata specie evolutiva, è molto probabile che digerisca e assimili con maggior facilità gli alimenti con cui ha avuto a che fare da millenni. Per esempio, il gruppo 0 vivendo solo di caccia ha sviluppato senz’altro un’affinità con la selvaggina. Il gruppo A, invece, avendo coltivato e allevato da sempre è molto probabile che abbia bisogno maggiormente di latticini, vegetali, cereali e carne di allevamento.

Gli alimenti giusti per il gruppo A
La specie è maggiormente abituata a cibarsi di proteine animali e carboidrati. Ma anche frutta e vegetali di diverso tipo. Via libera quindi a latte e formaggi, semi oleosi, legumi, cereali (in particolare avena, riso e segale), ma anche olio di lino, di oliva e di arachidi. Secondo D’Adamo le arance, i mandarini e alcuni tipi di pesce non dovrebbero essere assunti da questo gruppo.

Gli alimenti giusti per il gruppo B
Vivendo di pastorizia, gli appartenenti al gruppo B si cibavano in maggior misura di proteine animali. Anche oggi si dovrebbero prediligere carne come maiali, agnelli, conigli e polli. Ma anche altri prodotti animali come uva e latticini. Gli appartenenti al gruppo B dovrebbero evitare il consumo esagerato di carboidrati e legumi, ma anche frutta secca e pomodori. Questi alimenti se consumati in abbondanza potrebbero dar luogo ad aumento di peso, ritenzione idrica e un maggior rischio di patologie.

Gli alimenti giusti per il gruppo AB
Inutile dire che il gruppo AB è il più fortunato perché inglobando le caratteristiche di entrambi può mangiare praticamente di tutto. Tuttavia, siccome un gruppo predilige i carboidrati e l’altro le proteine, per evitare problemi il consiglio è di non abbinare mai questi due elementi nello stesso pasto.

Infine, gli alimenti giusti per il gruppo 0
Il gruppo 0 dovrebbe preferire alimenti di origine selvatica, quindi selvaggina radici ed erbe spontanee. Secondo D’Adamo andrebbero quindi evitati i cereali, i formaggi, le uova e i legumi.