29 gennaio 2020
Aggiornato 10:30
Il nostro appello

Perché Masha e Orso siamo noi e i nostri figli (rigorosamente in 3D)

Il nostro modesto, accorato, appello a favore di questo capolavoro russo, nella speranza che gli autori continuino a trovare la giusta ispirazione per farcelo godere ancora per un po'

ROMA - Ci sono quei momenti in cui nostro figlio vuole stare davanti alla televisione e da bravi genitori non vogliamo lasciarlo lì solo, ma sederci accanto a lui e coccolarlo un po'. Pazienza se significa sorbirci qualche cartone animato un po' ripetitivo e prodotto in serie, che scorre via senza chiedere (e meritare) troppa attenzione. Fortuna che c'è «Masha e Orso». Da una fiaba tradizionale russa, un'immersione nel meglio della creatività in 3D, quella che mette d'accordo e riempie gli occhi di grandi e piccoli, insieme senza annoiarsi, anzi. «Masha e Orso» ce lo dobbiamo assolutamente godere con i nostri figli, perché parla di loro e di noi genitori, come se ci conoscesse di persona: ritroviamo nella testardaggine di Masha, nel suo desiderio di fare tutto da sola, in prima persona ma con Orso sempre a fianco, la stessa intraprendenza dei nostri bambini. E ci viene, dolcemente, da sorridere.

In Masha ritroviamo le nostre piccole pesti
Orso fa l'equilibrista, e non potrebbe fare altro: come genitori siamo tutti un po' in bilico tra impegni, scadenze e magie che deliziano i nostri piccoli. «Masha e Orso» ci tocca al cuore perché mette in scena tanti piccoli temi quotidiani che percorrono le nostre vite. La sana invadenza dei bambini, per cui ogni porta chiusa e ogni lucchetto serrato sono promesse di qualcosa da conquistare, a tutti i costi. La limitatissima attenzione di Masha alle esigenze degli altri, che lascia spazio a momenti di altissima empatia, quando ad esempio aiuta a riavvicinare l'amico Orso e la sempre agognata Orsa o il piccolo pinguino. La rivalità fraterna che può trasformarsi in alleanza, mescolando la quiete un po' saccente del pandino e l'irrefrenabile vitalità di questa piccola adorabile peste. Il bisogno di Orso di riparare continuamente ai disastri della piccola, fingendo di fronte a se stesso che preferirebbe davvero occuparsi di una vita tranquilla fatta di pesca, miele e conserve.

Masha e Orso
Masha e Orso (Ufficio stampa)

L'arte immensa del 3D
Questa è, anche, l'arte del 3D, che consiste proprio nello scavare nella profondità dei rapporti umani per trarne materiale da trasfigurare in immagini bellissime e storie accattivanti: le gag divertenti che appassionano i bimbi e fanno sorridere gli adulti sono come cibi leggeri e nutrienti, che saziano ma lasciano il desiderio di volerne ancora. Nella resa minuziosa dei dettagli 3D, metaforicamente, i personaggi acquistano una dimensione in più oltre a quella piatta di molti cartoni animati, una dimensione che aggiunge ironia e complessità superando il vecchio, stancante, moralismo di quelli. Quando, dopo l'ennesimo disastro di Masha, Orso si trova circondato dalla folla degli animali reclamanti, ricorda loro i castighi subiti dai propri padri, e sceglie per sé il ruolo di chi sta a fianco e gioca insieme, piuttosto di quello che abbandona il figlio con gli occhi rivolti in un angolo.

Sfumature, leggerezza e bellezza: cosa chiedere di più?
Perché questo mondo in 3D è, in tutti i sensi, pieno di sfumature, e proprio per questo ci piace, perché è come il nostro, ma con un surplus di leggerezza e bellezza. Un surplus che a volte esplode in piccole delizie musicali, da gustare assolutamente in lingua originale se ci possiamo permettere un consiglio (il significato delle singole parole conta molto meno dell'effetto complessivo), accompagnate da invenzioni cromatiche che si riflettono meravigliosamente negli occhi dei nostri bimbi. Non ci stupisce che tanta qualità richieda un lavoro immenso, e che per questo gli autori sentano il bisogno di una pausa per ridare linfa al progetto, non accontentandosi di riproporre meccanismi oliati a un pubblico affezionato. Questa scelta ci piace. E allora noi, da buoni orsi, aspettiamo.