5 dicembre 2019
Aggiornato 20:00

Max Pezzali: «Guardo la vita dall'astronave»

Si intitola «Astronave Max» il primo album di inediti di Max Pezzali in 4 anni: 14 canzoni anticipate in radio dal singolo «E' venerdì». Un'occasione per raccontare la vita trascorsa e le storie collezionate in questo periodo. Dal 25 settembre tour nei palazzetti delle città italiane

MILANO (askanews) - Si intitola «Astronave Max» il primo album di inediti di Max Pezzali in 4 anni: 14 canzoni anticipate in radio dal singolo «E' venerdì». Un'occasione per raccontare la vita trascorsa e le storie collezionate in questo periodo. «E' più divertente avere un campo di indagine e racconto così ampio, così racconti più emozioni e sensazioni, fasi della vita che attraversi in 4 anni. Se ti scrivi le canzoni devi in qualche modo attingere dalla tua esperienza personale e metterla in relazione con le esperienze di amici e conoscenti che vedi rispecchiate in loro» ha spiegato il cantautore ad askanews.

Mi piace la parola astronave
Nel disco c'è un punto di vista diverso, dall'alto: si parte da una canzone intitolata «L'astronave madre». «Mi piaceva la parola astronave, dà l'impressione di quella fantascienza delle grandi navi spaziali che rappresentano l'evasione, andare in altri mondi, attraversare l'universo intero». Il riferimento è anche a un altro pezzo del disco, «Ogni giorno una canzone», dove il protagonista immagina di portare la propria donna all'altezza in cui entrano in orbita gli Shuttle: «Abbastanza lontano dalla Terra da vederla in prospettiva ma non abbastanza da staccarsene completamente. Questo è la chiave di tutto: bisognerebbe nella vita di tutti i giorni di relativizzare quello che viviamo».

Il senso di inadeguatezza
Con gli 883 Max Pezzali cantava la periferia, tema che resta centrale nelle sue canzoni. «Credo che essere marginali, arrivare dai margini che sia provincia o periferia, essere fuori dalle grandi rotte sia uno stato della mente che ti porti dietro per tutta la vita. Ho sempre quel senso di inadeguatezza, di non essere mai a posto: per me è naturale pensare dai margini, quindi guardare il centro da fuori. Oggi anche la periferia e la provincia sono globalizzate, Internet ha permesso a tutti di capire e sapere cosa succede nel resto del mondo. Questo aumenta ancora di più la sensazione di marginalità: vedere cosa succede e dove ti fa sentire ancora più escluso» ha spiegato

Il rapporto con i fan passa necessariamente dal contatto diretto
Internet ha cambiato il mondo rispetto ai suoi esordi musicali, anche le relazioni umane e le abitudini. «Credo di far parte di una generazione che ha una sorta di pudore nei confronti del pubblicizzare determinate cose, credo non interessi a nessuno. Il rapporto con i fan passa necessariamente dal contatto diretto, credo che niente sostituisce la possibilità di incontrarsi di persona o di fare un firma copie».

Dal 25 settembre Max sarà in tour nei palazzetti delle principali città italiane.