26 giugno 2017
Aggiornato 10:30
Nel 70esimo della Liberazione

Milano celebra Aldo Carpi

Celebre pittore, docente e direttore dell'Accademia di Brera, attivo nella Resistenza milanese, deportato nei campi di Mauthausen e a Gusen. A Brera è stato allestito un percorso antologico che copre tutto il suo ricchissimo viaggio figurativo

MILANO - Nel settantesimo anniversario della Liberazione e della chiusura dei campi di concentramento, Milano ricorda la figura e l'opera del suo concittadino Aldo Carpi (scomparso a 86 anni il 26 marzo 1973) celebre pittore, docente e direttore dell'Accademia di Brera, attivo nella Resistenza milanese, deportato nei campi di Mauthausen e a Gusen. A Brera è stato allestito un percorso antologico che copre tutto il suo ricchissimo viaggio figurativo mentre al Memoriale della Shoah una mostra che si sofferma su opere, testimonianze scritte e figurative, oltre agli emozionanti documenti come i pensieri e le immagini realizzate durante l'internamento.

Il percorso espositivo prosegue nella Galleria di arte contemporanea di Villa Clerici, in cui sono raccolti importanti lavori di Carpi: opere pittoriche, disegni preparatori e le splendide vetrate della cappella di Santa Teresa, ancora poco note rispetto alle vetrate di Carpi presenti nel Duomo di Milano, a San Simpliciano e nella chiesa dell'Annunciata dell'ospedale di Niguarda.

In occasione della mostra, sarà pubblicato il catalogo che raccoglie le opere esposte nella mostra e una serie molto ricca di studi storico-artistici, storico-politici, estetici su Aldo Carpi. Tra gli autori: Elena Pontiggia, Lorella Giudici, Marta Sironi, Francesca Pensa, Adolfo Mignemi, Giovanni Gazzaneo, Maurizio Guerri, Ralf Lechner.

Il ricordo di Aldo Carpi è stato voluto dall'Accademia di Belle Arti di Brera, l'Associazione nazionale ex deportati, l'Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, il Memoriale della Shoah, l'Università degli Studi di Milano, insieme ad altre istituzioni culturali di rilevanza nazionale e internazionale.

Figura di grande rilievo per l'arte del Novecento italiano, Carpi è stato un grande maestro per generazioni di pittori. Durante gli anni ultimi anni del fascismo fu attivo con i figli nella Resistenza a Milano e in Brianza, fino a quando, su delazione dello scultore fascista Dante Morozzi (anch'egli docente a Brera) venne arrestato a Mondonico, dov'era sfollato, con l'accusa di essere il più «pericoloso antifascista di Brera». In quanto ebreo fu incarcerato a San Vittore, insieme a due partigiani che erano rifugiati a casa sua, e venne poi caricato su un treno con destinazione Mauthausen, partito dal cosiddetto binario 21, dove oggi sorge il Memoriale della Shoah.

Durante il tragico periodo di detenzione nei lager, Carpi riesce a tenere un diario (scritto sotto forma di lettere alla moglie Maria, pubblicato nel 1971) e a disegnare ciò che rimaneva della vita nella macina annichilente del potere nazifascista. L'esperienza della deportazione e della Resistenza segnano la sua vita e la sua opera, a partire dal 1945, anno del ritorno in Italia e della sua elezione per acclamazione come direttore di Brera.