21 settembre 2019
Aggiornato 17:00
Rarità a tavola

La Tellina del Litorale Romano

Ancor oggi questo tipo di pesca viene praticata manualmente lungo le coste del Litorale Romano unicamente con rastrelli. Rara ormai, e ricercata, la tellina è un bivalve più dolce e delicato di altri molluschi, si presenta più piccola e dal gusto inconfondibile

CAPO D'ANZIO - I pescatori escono all'alba con le loro piccole imbarcazioni e risalgono la costa lungo il litorale solo nelle giornate in cui il mare è calmo. Con i loro rastrelli da natante e rastrelli a mano, iniziano la raccolta, quindi, verso mezzogiorno, rientrano con il loro pregiato pescato: la Tellina. I rastrelli da usare a piedi, camminando lungo la spiaggia sono larghi 60 centimetri, mentre invece quelli da natante sono comprensibilmente più grandi, circa un metro e mezzo.

Telline appena pescate
Telline appena pescate ()

TUNINOLARI - Dal dialettale «tuniola», appunto, la tellina, al termine generico che identifica questa cinquantina di pescatori autorizzati, mentre altri praticano questa curiosa tipologia di pesca in maniera amatoriale lungo questo tratto di litorale romano, che è un tratto di costa ancora ricco di biodiversità, con una vegetazione costiera che si è conservata in larga parte e numerose comunità di pescatori che praticano ancora la piccola pesca costiera e praticano ancora alcune tradizioni locali come appunto la pesca della tellina. 

La Villa di Nerone ad Anzio
La Villa di Nerone ad Anzio ()

LA STORIA - La tellina si trova comunemente sulle coste italiane ovunque ci siano fondali sabbiosi ma, nella zona che va da Passoscuro a Capo d'Anzio, parte della quale è compresa nella Riserva Naturale del Litorale Romano, la pesca è sempre stata abbondante e rinomata fin dai tempi dei romani, grazie alla qualità e alla finezza della sabbia. Lo confermano anche documenti del ‘500 dove si parla di cessione dei terreni destinati a tale attività: «ai 18 di aprile del 1595 Andrea Cesi vendette a favore del cardinale Girolamo di Ciriaco e di Asdrubale fratelli Mattei, la peschiera delle telline esistente sulla spiaggia del mare del casale di Corteccia e Cesolina o Villa, per scudi 2000». La storia recente racconta che da Minturno, nei pressi di Latina, le comunità di pescatori si spostavano stagionalmente per pescare lungo questo tratto di costa, dove sfociano il Tevere e l'Arrone, fermandosi dove la pesca era più propizia e costruendo delle capanne sulla spiaggia per ripararsi. Erano nomadi del mare, si fermavano ogni stagione in un punto della costa e, dove si fermavano, costruivano capanne che riutilizzavano anche negli anni successivi. Non pescavano solo telline ma anche altre specie che trovavano sotto costa. Quando questi gruppi di pescatori decisero, alla fine degli anni '50, di fermarsi stanzialmente nei luoghi di pesca, comparvero i primi villaggi dei pescatori fatti in muratura, costruiti dove un tempo sorgevano le capanne di legno. È possibile ancora oggi osservare questi primi nuclei di insediamento a Fregene, a Ostia e in altre località lungo le poche decine di chilometri di questo litorale.

Bruschetta con le telline, di Felliniana memoria
Bruschetta con le telline, di Felliniana memoria ()

DAI ROMANI A FELLINI - Rara ormai, e ricercata, la tellina è un bivalve più dolce e delicato di altri molluschi, si presenta più piccola e dal gusto inconfondibile, tanto che va condita poco per rispettarne le delicate qualità organolettiche. La ristorazione locale ne ha fatto un simbolo dedicandole il piatto più famoso: la bruschetta con la tellina, una specialità che ha trovato il suo momento di massimo splendore negli anni '50 appunto, nel periodo della Dolce Vita, quando sulle spiagge del litorale arrivavano dalla vicina Cinecittà attori e registi, tra i quali Federico Fellini, a degustare le pregiate telline.