14 novembre 2019
Aggiornato 16:30
La legge non è servita

«It's a boy!»: l'erede è un maschio

Intento lodevole, ma per ora inutile, quello che aveva spinto la Gran Bretagna - e il Commonwealth tutto - ad approvare una legge che avrebbe consentito l'accesso diretto al trono UK anche alle femmine

LONDRA - Intento lodevole, ma per ora inutile, quello che aveva spinto la Gran Bretagna - e il Commonwealth tutto - ad approvare una legge che avrebbe consentito l'accesso diretto al trono UK anche alle femmine. Fino all'ottobre del 2011 infatti una donna poteva salire al trono d'Inghilterra solo se non aveva fratelli maschi: il maschio, anche più piccolo, aveva la precedenza. Così salirono al trono Maria la Sanguinaria ed Elisabetta I (il fratello maschio Edoardo era morto), la regina Vittoria (figlia unica) ed Elisabetta II (solo una sorella).

Ma l'erede al trono, frutto dei lombi di William e Kate, è un maschietto e nel grido che è risuonato ieri in Gran Bretagna («it's a boy!») da Buckingham Palace ai pub, dalle piazze ai ristoranti eleganti, fra boccali di birra e calici di champagne, sembra quasi di sentire un certo sollievo, la rassicurante conferma della tradizione. Certo, «it's a girl» sarebbe stato detto con altrettanta enfasi, ma avrebbe aperto una nuova era e considerazioni tutte diverse.

Londra ha discusso a lungo della riforma della legge di successione al trono. Il monarca è anche capo di stato di tutti i paesi del Commowealth, motivo per cui una modifica ha dovuto essere approvata da tutti e 16 i partecipanti all'unione. La questione si era fatta urgente dopo l'annuncio del fidanzamento fra William e Kate, perché qualunque legge di successione non avrebbe potuto essere retroattiva e avrebbe quindi dovuto essere approvata prima della nascita dell'erede.

In effetti solo nell'ottobre del 2011 i 16 capi del governo del Commonwealth votarono a favore. Il premier britannico David Cameron disse allora, entusiasta: «In parole povere, se il duca e la duchessa di Cambridge avessero una bambina, quella bimba un giorno diventerebbe regina». Il 25 aprile di quest'anno il Succession to the Crown Act è divenuto legge dopo l'approvazione delle due camere del Parlamento di Londra. Ma «it's a boy»: la rivoluzione attenderà un'altra generazione.