13 luglio 2020
Aggiornato 16:30
Dopo l'Orso d'oro a Berlino

David di Donatello, trionfano i fratelli Taviani

Il film «Cesare deve morire» si aggiudica cinque statuette, tra cui le più prestigiose: miglior film, migliore regia e migliore produzione. Successo anche per «This Must Be The Place» di Paolo Sorrentino, vincitore in sei categorie. Garimberti e Lei: Trionfa la qualità

MILANO - Dopo l'Orso d'oro a Berlino i fratelli Taviani trionfano anche ai David di Donatello. All'edizione 2012 dei premi al cinema italiano il loro film «Cesare deve morire» si è aggiudicato cinque statuette, tra cui le più prestigiose: miglior film, migliore regia e migliore produzione. Successo anche per «This Must Be The Place» di Paolo Sorrentino, vincitore in sei categorie, tra cui la sceneggiatura. Tra gli attori ha vinto Michel Piccoli nel ruolo del pontefice immaginato da Nanni Moretti in «Habemus Papam» e l'attrice di origine cinese Zhao Tao per il film «Io sono Li». Tre statuette infine al film «Romanzo di una strage» di Marco Tullio Giordana, tra cui i due migliori attori non protagonisti: Pierfrancesco Favino, nel ruolo dell'anarchico Pinelli, e Michela Cescon, nei panni di sua moglie.

Una premiazione equilibrata quella dei David di Donatello 2012 che ha visto il trionfo dei Taviani, premiati anche per il miglior montaggio e il fonico in presa diretta, ma ha regalato una bella soddisfazione anche al primo film americano di Paolo Sorrentino. «This must be the place» si è aggiudicato i premi per la sceneggiatura, la fotografia, il trucco, l'acconciatore, le musiche e la canzone originale, «If it falls, it falls» di David Byrne.

Tre premi per «Habemus Papam» di Nanni Moretti, vincitore per le scenografie, i costumi, oltre a Michel Piccoli. Una mezza soddisfazione per «Romanzo di una strage», dato per favorito alla vigilia ma comunque vincente in tre categorie: oltre che i due attori non protagonisti, anche i migliori effetti speciali visivi.

Tra gli altri premi spicca il David al miglior esordio alla regia di Francesco Bruni, sceneggiatore di tanto cinema italiano e ora premiato come regista per «Scialla!». Miglior film straniero è l'iraniano «Una separazione» di Asghar Farhadi, miglior europeo il film francese campione di incassi «Quasi amici». Grandi delusi di questa edizione Emanuele Crialese che correva in diverse categorie con «Terraferma» e «Magnifica presenza» di Ferzan Ozpetek, entrambi a bocca asciutta. Premiati anche «Tahrir liberation square» di Stefano Savona come miglior documentario lungometraggio e «Dell'ammazzare il maiale» di Simone Massi come miglior cortometraggio. Il David Speciale alla carriera è andato infine alla regista Liliana Cavani.

Garimberti: Trionfa la qualità - «Lasciatemi gioire con una battuta: abbiamo fatto 13! Non si tratta però di fortuna ma del trionfo di una grandissima qualità». Così il presidente della Rai paolo Garimberti, commentando i premi David di Donatello che hanno visto assegnare premi a produzioni o coproduzioni Rai in 13 categorie su 21. «Un altro giorno di orgoglio per la Rai, per gli autori, per i registi, per i produttori e per gli attori. Segno che quando si lavora con passione non si può che riuscire. Grazie a RaiCinema e a tutti quelli che vi lavorano per questo straordinario successo. Viva la Rai, viva il cinema. Perché se non ci fosse la Rai anche il cinema sarebbe più povero» conclude Garimberti..

Lorenza Lei: Vince il cinema d'autore - «I fratelli Taviani rappresentano per il nostro Cinema motivo di grandissimo orgoglio. Dopo lo straordinario riconoscimento dell'Orso d'Oro a Berlino con «Cesare deve morire», Paolo e Vittorio Taviani continuano ad emozionarci portando a casa ben cinque premi tra i più prestigiosi». Così il Direttore Generale della Rai, Lorenza Lei, ha commentato i David di Donatello.