6 giugno 2020
Aggiornato 16:30
Progetto «WIDG - La tv che vorrei»

TV, Arbore: Il pubblico italiano? Di basso livello culturale

Il cantautore: L'Auditel è semplicemente un indice di quantità, basato su un campione di italiani che hanno quella macchinetta in casa. Non è un campione fallace, però è un campione che risponde al grado culturale del pubblico italiano. Così mi spiego il successo dei reality show

MILANO - «I dati Auditel non sono sinonimo di gradimento». Parola di Renzo Arbore. Il cantautore, nonché guru della televisione italiana, dice la sua nell'ambito di WIDG - La tv che vorrei, un ambizioso progetto che intende raccontare il piccolo schermo da una prospettiva basata non solo sulla considerazione dei dati statistici diffusi dall'Auditel. «Finalmente, da più parti, viene messa in dubbio la tracotanza dell'Auditel, che devo dire a me ha fatto sempre sorridere e sospettare - afferma Arbore -. I dirigenti che si sono avvicendati in questi anni alle direzioni delle reti, venendo anche da altri professioni, come il giornalismo, hanno sempre identificato solamente nell'ascolto il gradimento del pubblico. Non è così».

Così mi spiego il successo dei reality show - Il musicista pugliese, durante la sua pluriennale esperienza in televisione, ha constatato che molte trasmissioni possono aver successo ed essere rilevanti non facendo registrare alti picchi di ascolto: «C'è un termine di misurazione di un programma che non è soltanto basato sull'ascolto ma anche sulla risonanza e sull'affezione - sottolinea Arbore -. I telespettatori cioè che guardano quel dato programma perché a loro piace. Il mio Quelli della notte, ad esempio, non aveva un ascolto elevato, ma aveva un'affezione del suo pubblico molto alta, oltre che una risonanza il giorno dopo davvero significativa».
Insomma, non sta all'Auditel dire quali siano i migliori contenuti trasmessi dalla tv italiana. «E' da sempliciotti ritenere che l'ascolto sia sinonimo di gradimento, di affezione, di stima al programma - aggiunge Arbore -. L'Auditel è semplicemente un indice di quantità, basato su un campione di italiani che hanno quella macchinetta in casa. Non è un campione fallace, però è un campione che ahimè purtroppo, con mio grande dolore, risponde al grado culturale del pubblico italiano, che nella grande quantità è molto basso. Ecco il motivo del successo dei reality e di certi talk show che vanno solo a cercare la rissa».

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