17 agosto 2019
Aggiornato 17:00
L'attore racconta la sera a Palazzo Grazioli

Berlusconi: Clooney, serata stupefacente ma niente «bunga bunga»

«Il Premier voleva che testimoniassi in sua difesa. Ho chiamato i suoi e ho detto: Vengo se volete, perché non ero alla festa dove si diceva che fossi»

NEW YORK - George Clooney ha passato una serata «tra le più stupefacenti della mia vita» a casa di Silvio Berlusconi a Roma, ma non si è trattato della festa bunga bunga cui si diceva che avesse partecipato. Questa la versione dell'attore sulla sera passata a Palazzo Grazioli nel 2008, sera al centro della sua chiamata comparsa tra i testi della difesa nel processo a carico del presidente del Consiglio per il caso Ruby. In una conversazione con il direttore del settimana Time, Richard Stengel, pubblicata in forma video sul sito della rivista, Clooney risponde a una domanda su «quali lezioni possiamo trarre dall'Italia».

«Ho passato una serata con Berlusconi», dice Clooney nel video, e a quel punto il pubblico ride. «E' stata una serata tra le più stupefacenti della mia vita. Voleva che testimoniassi in sua difesa. Ho chiamato i suoi e ho detto: Vengo se volete, perché non ero alla festa dove si diceva che fossi. Non ero al bunga bunga party, ma ero a un'altra festa», ha spiegato, di nuovo fra le risate del pubblico. In realtà l'attore, da tempo impegnato a favore delle vittime della guerra civile in Sudan, era a Roma a parlare proprio di quello: «Ero andato a parlare di Darfur. Avevo studiato bene la situazione, ero andato a dire che ci servivano tre elicotteri. Ed è stata una conversazione stupefacente. Mi ha fatto vedere la sua stanza da letto e il letto che Putin gli aveva regalato. Si potrebbero farci talmente tante barzellette, ma non c'è tempo».

Clooney ha chiuso la parte dedicata all'Italia della conversazione recitando per il pubblico la scena che, nel suo racconto, ha chiuso l'incontro. «E' stata una conversazione molto interessante, per dire il meno. Ed è diventata una serata molto diversa da quello che chiunque poteva immaginarsi. Io dicevo: Guardi, devo andare. E lui: Ma no, è una festa! E io: No, guardi, devo andare per davvero».