18 maggio 2024
Aggiornato 16:00
TV | Il caso RAI

«Parla con me» a rischio, nuovo stop per la Dandini

Il Dg Lorenza Lei è per lo sfruttamento delle risorse interne. Garimberti: «Policy in un momento non caldo». Orlando (IdV): «Dopo Santoro e Saviano la Lei fa fuori anche la Dandini»

ROMA - Nuova battuta d'arresto per Parla con me, il programma di Serena Dandini ancora bloccato sul nodo produzione e che, a questo punto, rischia di non tornare sugli schermi di Raitre, o di farlo non prima di gennaio. Oggi il Cda ha affrontato il tema, spaccandosi tra chi - come la maggioranza e il Dg Lorenza Lei - ha mantenuto ferma la linea del rispetto della policy aziendale sull'uso di risorse interne per i programmi Rai e l'opposizione che ha ribadito la possibilità di superare lo scoglio per far partire il programma. E il Presidente, Paolo Garimberti, che ha sostenuto la linea di risolvere intanto il caso Dandini per definire poi la policy aziendale in un momento non caldo, e non su un caso specifico.

Lei dunque non ha arretrato dalla posizione emersa negli ultimi giorni, che appare però rivista rispetto a quella espressa nell'ultimo Cda di agosto, quando il Dg informò il Consiglio sul fatto che erano cadute le obiezioni tecniche alla firma del contratto con Fandango, firma però rinviata a settembre. Motivo per cui oggi l'opposizione in Consiglio si chiede se il nodo non riguardi il programma stesso. Il rispetto della policy sull'uso di risorse interne per programmi della Rai, hanno ribadito oggi i consiglieri, non è un ostacolo reale perché si poteva seguire il criterio dell'infungibilità, o chiedere un piccolo «sconto» a Fandango sui costi di produzione. E comunque, sottolinea Giorgio Van Straten, «il Cda non ha mai votato una policy aziendale». La maggioranza ha fatto invece quadrato su Lei. Spaccatura quindi in Consiglio, dove Garimberti ha invitato a «codificare» una policy aziendale in un clima diverso, fuori dal caso specifico e in modo che si possa applicare a tutti.

Di certo la nuova battuta d'arresto mette a rischio il programma, che per Dandini e Fandango la Rai non sembra realmente intenzionato a fare. Sulla carta Parla con me è in palinsesto, l'azienda aveva definito Dandini strategica, ma certo sugli ultimi sviluppi ha pesato anche la voce di una trattativa con La7: sarà nei prossimi giorni, confidano fonti di maggioranza, che si capirà se è reale (e allora davvero Fandango non accetterà la condizione delle risorse interne Rai) o meno.

Orlando (IdV): «Dopo Santoro e Saviano la Lei fa fuori anche la Dandini» - «Dopo Santoro e Saviano il Dg della Rai si appresta a fare fuori anche Serena Dandini. E' chiaro ormai che Lorenza Lei non vuole mandare in onda Parla con me perché è una trasmissione sgradita a Berlusconi». Lo ha denunciato in una nota il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, che aggiunge «purtroppo sembra che l'influenza della struttura Delta sia ancora molto presente in Rai. Infatti, i migliori prodotti come Annozero e Vieni Via con me vengono eliminati e ci si tiene invece Minzolini, responsabile di un'emorragia di ascolti al Tg1 che non ha precedenti».
«Il Dg Lei - ha aggiunto- dovrà spiegare ai telespettatori che pagano il canone perché la Rai, che vive uno dei momenti più bui della sua storia, sta mandando via tutti i pezzi migliori.
Qualcuno potrebbe pensare che si vuole favorire Mediaset il cui proprietario, guarda caso, è il presidente del Consiglio. Il Parlamento deve fare al più presto una legge contro il conflitto d'interessi, altrimenti l'informazione pubblica non sarà mai libera, ma in mano ai diktat dei partiti».

Rizzo Nervo-Van Straten: «Senza fondamento la linea sulla Dandini» - E' infondata la linea del Dg Lorenza Lei sul programma di Serena Dandini, Parla con me. Lo sottolineano i consiglieri di opposizione Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten.
«Si dice che Serena Dandini è una risorsa strategica per la Rai. Si dice che la presenza di una striscia di seconda serata è fondamentale nel palinsesto di Rai3. Allora non si capisce perché non si rinnovi il contratto negli stessi termini dello scorso anno per permettere a Parla con me di andare regolarmente in onda. Le motivazioni addotte non hanno fondamento. Non c'è nessuna policy aziendale che imponga di gestire internamente le trasmissioni di cui Rai detenga i diritti del format, non ci sarebbero risparmi rilevanti nel portare la produzione all'interno (dove peraltro è già fatto il 70% della trasmissione) ed è vero, al contrario, che tutte le persone necessarie a fare il programma sono esterni Rai e quindi dalla Rai dovrebbero essere comunque contrattualizzati, e infine che i tempi (l'inizio previsto nei palinsesti era il 27 settembre) non consentono di affidare la realizzazione a un gruppo di lavoro diverso da quello che l'ha fatto negli scorsi anni».
«Del resto niente è cambiato da quando, ormai quattro mesi fa, approvammo i palinsesti dove Parla con me condotta da Serena Dandini era prevista e nessun problema era stato sollevato al riguardo. La verità - concludono - è che l'unico motivo per chiudere quella trasmissione sarebbe politico, essendo, lo ricordiamo, una di quelle sgradite al presidente del Consiglio, e chi prendesse questa decisione se ne assumerebbe in toto la responsabilità per il danno che la Rai ne riceverebbe, aggravato nel caso in cui gli artefici di quella trasmissione se ne andassero in una rete concorrente come appare probabile».

Merlo: «Vertici facciano chiarezza su cifre costi» - «Serena Dandini è sicuramente una risorsa per la Rai come lo è la sua trasmissione «Parla con me». Ma per la Rai anche le risorse finanziarie, soprattutto in questa fase, non dovrebbero essere una variabile indipendente. Pertanto, al di là delle rispettive e grottesche tifoserie che sempre accompagnano le discussioni sui vari programmi del servizio pubblico, adesso il vertice aziendale dovrebbe solo parlare di cifre. E cioè, dire con chiarezza quanto si risparmia, per un programma che ha il 100% dei diritti Rai, a produrlo internamente». Lo ha affermato il Vicepresidente Pd della commissione di Vigilanza sulla Rai Giorgio Merlo.
«Tutto il resto appartiene, appunto soltanto alla tifoseria», ha aggiunto.