13 luglio 2020
Aggiornato 16:30
Set di «Bop Decameron»

Benigni, Woody Allen e la «dolce vita» romana

L'attore toscano tra inseguimenti e sfilate in puro stile Fellini. Il film «Life Without Principle» in concorso a Venezia. Presto nelle sale un remake di «Dirty Dancing»

ROMA - E' una Roma d'agosto invasa dai turisti quella scelta da Woody Allen come set del suo ultimo film Bop Decameron, che l'autore gira da circa un mese. Sembra La dolce vita, con le performance di Roberto Benigni inseguito da cacciatori di scatti, belle ragazze poco vestite e comparse in abiti talari.
«Lasciatemi in pace - dice Benigni rivolto ai suoi inseguitori - non vedete che c'è una processione?». L'appello, però, non viene accolto. A salvare il protagonista, che nel film si chiama Leopoldo Pisanello (un uomo qualunque diventato famoso per un intreccio di casualità) è una misteriosa limousine che Benigni riuscirà a prendere al volo. Ma - come era prevedibile - i paparazzi si lanceranno all'inseguimento della sua auto. Nel pomeriggio la scena cambia. All'Ara Pacis è la volta di una sfilata di splendide top model vestite solo di biancheria intima, rigorosamente bianca, con in testa copricapi molto originali: una fantasia tipicamente felliniana. Del resto Woody Allen, da sempre grande ammiratore dell'autore diOtto e mezzo, non poteva non citare il Maestro nella sua prima prova all'ombra del Colosseo.
Tra i tanti interpreti del prestigioso cast, Alec Baldwin, Jesse Eisenberg, l'affascinante Penelope Cruz e la talentuosa Judy Davis.

Il film «Life Without Principle» in concorso a Venezia - Life Without Principle, il nuovo film del maestro hongkonghese del cinema d'azione contemporaneo Johnnie To, sarà in Concorso in prima mondiale alla 68esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Il film segna il ritorno in laguna del regista asiatico, a quattro anni di distanza da The Mad Detective, facendo salire a 22 i film annunciati che si contenderanno il Leone d'oro di questa edizione.
«Viviamo in un mondo turbolento - ha dichiarato Johnnie To, parlando del suo film -. Per sopravvivere, le persone non hanno altra scelta che prendere parte al gioco. Non importa con quanto impegno cerchino di seguire le regole; prima o poi una parte di loro andrà persa».
Life Without Principle segue tre fili narrativi: un'impiegata di banca, promossa analista finanziaria, è costretta a piazzare fondi ad alto rischio ai suoi clienti per raggiungere gli obiettivi di vendita assegnati. Un piccolo malvivente consulta gli indici di borsa, sperando di guadagnare denaro facile per pagare la cauzione di un amico nei guai con la legge. Un inappuntabile ispettore di polizia, orgoglioso del suo sobrio stile di vita cade improvvisamente nella disperazione quando la moglie paga un anticipo per un appartamento di lusso che non si può permettere, e quando il padre morente vuole che si occupi della giovane sorellastra che lui non sapeva di avere. Tutti e tre i personaggi con un estremo bisogno di denaro che li costringerà a prendere decisioni molto difficili fra il bene e il male.

Presto nelle sale un remake di «Dirty Dancing» - Un remake per Dirty Dancing, uno dei film sul ballo più famosi della storia del cinema anni '80 rinascerà sul grande schermo diretto da Kenny Ortega, come ha annunciato la Lionsgate Entertainment. Il regista di High School Musical, americano con origini italiane, è stato coreografo del film originale del 1987, oltre ad aver spesso collaborato con Michael Jackson.
Nel 2004 si era già tentato un sequel con Dirty Dancing 2-Havana Nights, ma il risultato deluse i fan di Baby e Johnny, interpretati da Jennifer Gray e Patrick Swayze. Fu proprio la pellicola a lanciare la carriera dell'attore di «Ghost», scomparso a settembre 2009, con il suo fascino dell'insegnante di ballo che conquistava la timida ragazza in vacanza con i genitori e la guidava nel mondo delle danze sfrenate. «La possibilità di fare questo remake è come tornare a casa - ha detto Ortega - Patrick Swayze ha stabilito un nuovo standard per un uomo che balla, così come fecero un tempo Gene Kelly e Fred Astaire. Non vedo l'ora di riportare sullo schermo Dirty Dancing per una nuova generazione».
Non è ancora chiaro se la trama ricalcherà quella dell'originale e non ci sono ancora nomi per il possibile cast. Il primo Dirty Dancing fu un vero successo, realizzato con soli 6 milioni di dollari ne incassò 214 in tutto il mondo.

Horrible Bosses, se uccidere il capo diventa commedia - Chi non ha mai pensato almeno una volta nella vita di uccidere il proprio capo? L'immaginazione diventa realtà al cinema in «Come ammazzare il capo... e vivere felici» (Horrible Bosses), in uscita nelle sale il 17 agosto distribuito da Warner Bros. La commedia diretta da Seth Gordon è stata definita negli Usa come uno dei film dell'estate e in tre giorni di programmazione ha totalizzato oltre 28 milioni di dollari d'incassi, seguendo il filone di pellicole come «Una notte da leoni».
Il film racconta la storia di tre ragazzi che vivono quotidianamente un forte senso di frustrazione professionale a causa dei loro boss che gli rendono la vita impossibile. C'è l'aspirante manager Nick (Jason Bateman) che si dà da fare 12 ore al giorno e subisce le angherie del folle superiore Harken (Kevin Spacey), Dale (Charlie Day), igienista dentale che fa fatica a difendere la propria dignità per le molestie sessuali della dottoressa Julia Harris (Jennifer Aniston) che lo tormenta davanti ai pazienti, e il contabile Kurt (Jason Sudeikis) diventato il bersaglio del corrotto Pellit (un Colin Farrell ingrassato e pelato), che vuole stroncargli la carriera. I tre mettono a punto un piano folle per uccidere i rispettivi capi che si rivela subito disastroso e, tra colpi di scena e situazioni al limite del ridicolo, alla fine qualcosa riescono a ottenere.
«Quasi tutti almeno una volta nella vita hanno avuto un capo orribile, qualcuno che rendesse la loro esistenza insopportabile» ha detto il regista Seth Gordon. «Conosciamo tutti la tentazione di immaginare quanto sarebbe meglio la vita se non ci fossero più. Questa è la storia di tre ragazzi che decidono di passare ai fatti.«Ma le cose non vanno proprio come sperato».

Nelle sale Hanna, favola thriller diretta da Joe Wright - Arriva nelle sale il 12 agosto Hanna, la favola thriller diretta dal regista inglese Joe Wright e interpretato dall'attrice irlandese Saoirse Ronan. Il film, distribuito dalla Warner Bros, parla di Hanna una 16enne che è stata allevata come un perfetto soldato dal padre, ex agente della Cia, Erik, interpretato dall'australiano Eric Bana. Per 16 anni Hanna ha vissuto in Lapponia e ha conosciuto il mondo solo attraverso un libro di fiabe dei fratelli Grimm e alle definizioni di un'enciclopedia, ma quando la sua vita è minacciata il padre capisce che deve lasciarla andare. Incontrerà Erik a Berlino, ma viene catturata da alcuni agenti inviati dalla perfida Marissa Weigler, interpretata dal premio Oscar Cate Blanchett, ex collega del padre. Riesce a scappare e inizia un viaggio che la porterà in Germania, ma la 16enne incontrerà non pochi ostacoli sul suo cammino.
Ad aiutarla una famiglia sui generis e la sua coetanea Sophie, con cui diverrà subito amica. Il regista inglese che ha diretto il talento irlandese già in «Espiazione», per questa interpretazione la Ronan aveva ottenuto una nomination all'Oscar a soli 14 anni, ha deciso di raccontare questa fiaba moderna per un motivo ben preciso: «Una mia amica molto cara aveva subito uno stupro proprio nel periodo in cui stavo leggendo il copione di 'Hanna'; ho pensato a come le donne sono collocate nella società, e a che cosa sia accaduto al femminismo. Sono scioccato della sessualizzazione degli adolescenti dalla cultura di giornali come 'Hello!'. Queste cose mi spaventano. Ho avvertito un impulso a creare un personaggio femminile forte che fosse cresciuto fuori dalle politiche del sesso, che non avesse mai incontrato un'altra donna, mai visto le pubblicità e che non avesse idea di cosa fosse un lucidalabbra». E ci è riuscito visto che nella prima scena Hanna si rammarica di aver mancato il cuore di una renna e lo finisce a colpi di pistola.
Il film è stato girato l'anno scorso in Finlandia, a Kuusamo, al confine con la Lapponia e non lontano dal Polo Artico, qui la troupe ha combattuto contro l'ipotermia e i -33 gradi. Altre scene sono state girate nel caldissimo Marocco e in Germania.