22 ottobre 2021
Aggiornato 11:30
L'attore si racconta

Redford: Altro che golden boy, ero un teppista

In uscita l'autobiografia della star di Hollywood

ROMA - Sarà stato anche il golden boy di Hollywood, ma da bambino era un vero teppista. Robert Redford, 74 anni, rivela nella sua autobiografia di aver fatto parte di una gang di strada, come nei più classici film sugli anni '40/'50, e di essere stato più volte picchiato dai suoi compari.
Ripercorrendo la sua gioventù, l'attore ricorda di essere quasi morto quando saltò giù da un palazzo per provare al resto della gang quanto fosse coraggioso. «Ho capito che si hanno due possibilità: puoi essere guidato dalle tue paure o superarle».

Come membro di una banda, Redford marinava regolarmente la scuola, rubava nelle case dei vicini e nei negozi. Quando aveva 16 anni, la polizia trovò nella sua macchina dei gioielli rubati, ma se la cavò grazie al padre, che riuscì a convincere i poliziotti che il figlio fosse all'oscuro del contenuto del bagagliaio. In 'Robert Redford: La biografia', scritto insieme all'autore irlandese Michael Feeney Callan, Redford ha parlato anche di quando contrasse la poliomielite da bambino.

Nonostante la nuova biografia racconti diversi episodi e curiosità della vita della star, chi si aspetta di soddisfare le proprie morbosità resterà deluso: Redford non parla dei motivi del divorzio dalla moglie Lola dopo 27 anni di matrimonio, avvenuta nel 1985. Da lei ha avuto quattro figli: il primo, Scott, morì dopo 2 mesi e mezzo a causa della sindrome della morte improvvisa infantile. Dal 2009 l'attore e regista, due Oscar in carriera, è sposato con l'artista tedesca Sibylle Szaggars.