16 novembre 2019
Aggiornato 03:00
Beni cultura

Berlusconi sul Duomo di Milano con Aznavour

Al concerto le autorità e 350 spettatori che pagheranno 2000 euro. Monito dell'Arciprete: «Nessun duetto».

MILANO - Lunedì sera sulla terrazza del Duomo di Milano ci saranno sia Charles Aznavour sia Silvio Berlusconi, ma, nonostante la passione del presidente del Consiglio per la musica francese, ad esibirsi sarà solo il primo. Lo ha chiarito il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, dopo il monito dell'arciprete del Duomo, monsignor Luigi Manganini, a non utilizzare la cattedrale come «un palco per finalità diverse da quelle rispettose del luogo». Niente duetto dunque, né show del premier, visto che il concerto, ha aggiunto Podestà, servirà soprattutto a raccogliere fondi per i restauri della chiesa più importante di Milano. Dei 400 posti disponibili, una cinquantina sono riservati alle autorità, mentre gli altri 350 biglietti saranno venduti a 2.000 euro ciascuno.

Nell'ambito della serata è però prevista anche la consegna del Premio 'Grande Milano' a Berlusconi e al presidente della Fondazione Monte Tabor don Luigi Maria Verzé in occasione dei 150 anni della Provincia. «Ritengo importante - ha aggiunto Podestà -, dato l'obiettivo principale del concerto, la presenza del presidente Berlusconi. Lui, oltre a essere un estimatore di Aznavour, è, come tutti i milanesi, molto legato al Duomo. La Madonnina, del resto, l'ha sicuramente protetto il 13 dicembre 2009 quando, proprio a lato della Cattedrale, venne aggredito da Massimo Tartaglia».

«Dal 2009 - ha ricordato il numero uno della Provincia - la Veneranda Fabbrica del Duomo non riceve più dallo Stato i cinque milioni di euro l'anno erogati sino a un anno e mezzo fa in forza di una legge che non è stata rinnovata. Ricordo che la manutenzione ordinaria del Duomo implica una spesa complessiva di 15 milioni di euro suddivisi fra i costi della pulitura e della sostituzione dei marmi di Candoglia e di più di 3.000 statue (sette-otto milioni di euro), del personale (i 140 dipendenti) e delle spese generali. Per questo motivo, già nell'inverno scorso, ci siamo confrontati con il suo presidente, professor Antonio Caloia, per verificare quali possibilità vi fossero affinché la Provincia potesse contribuire alla manutenzione e alla conservazione del Duomo».

Due le strade individuate: «Da una parte, lo stanziamento di 480.000 euro, che la Provincia ha messo a disposizione, nonostante le attuali difficoltà di bilancio, attraverso un'apposita delibera approvata dalla Giunta nel giugno scorso; dall'altra, il patrocinio da parte dell'Ente, nell'ambito delle sobrie celebrazioni del suo centocinquantenario, di un grande evento che potesse, nella logica del meno Stato e più società, sensibilizzare le istituzioni, il mondo finanziario, la realtà delle imprese e i cittadini sull'esigenza di provvedere alla manutenzione della Cattedrale, simbolo universale di Milano. L'approfondimento sul bisogno di rinnovare la legge di finanziamento è, dunque, l'obiettivo principale che vogliamo cogliere con il concerto di Aznavour».