28 ottobre 2020
Aggiornato 07:00
«Ho rischiato di rimanere paralizzato»

Ward: l'Isola mi ha cancellato, ma l'incidente è colpa loro

L'attore a TV Sorrisi e Canzoni: «Il mio avvocato valuterà la strada più opportuna per tutelarmi»

ROMA - «Ho rischiato di rimanere paralizzato a causa del tuffo dall'elicottero nella prima puntata dell'Isola». L'attore Luca Ward racconta a Tv Sorrisi e Canzoni, nel numero in edicola domani, la verità sull'incidente che l'ha indotto a ritirarsi dal reality. «E' stato un incidente, ma dovuto alla leggerezza di chi ha organizzato l'operazione: non è stata considerata la bassa marea. Sono molto arrabbiato. Queste cose si organizzano con esperti di sicurezza in mare».

«Ho fratture vertebrali, l'osso sacro e il coccige rotto: stampelle e un busto da portare giorno e notte. Non riesco a vestirmi da solo, né prendere in braccio i miei figli. Non posso guidare, né stare seduto in posizione eretta. Simona Ventura non mi ha chiamato - ha dichiarato l'attore e doppiatore - e non ho ricevuto telefonate dalla Magnolia. Anzi, all'inizio pensavano che stessi recitando».

Nel frattempo Luca Ward nelle ultime ore si è sottoposto a nuovi esami e ha scoperto un'ulteriore frattura alla 12esima vertebra dorsale: «Lo specialista voleva ingessarmi ma ho rifiutato, assumendomene la responsabilità. Adesso ho l'obbligo di portare di nuovo un pesante busto meccanico giorno e notte per un mese e mezzo. E' evidente che in queste condizioni non potrò certo tornare in studio, ma è altrettanto evidente che sembrano avermi del tutto cancellato dal programma: non una parola, non una frase. Nonostante le mail e le telefonate che stanno arrivando in Rai per conoscere le mie reali condizioni di salute. Nessuno della produzione mi ha chiamato per chiedermi come sto».

Questo silenzio, da parte di Magnolia, «mi sorprende e mi spaventa». «Non era inizialmente nelle mie intenzioni, ma a questo punto - conclude Ward - ho chiesto al mio avvocato di contattare la società di produzione e di valutare la strada più opportuna per tutelarmi».