25 febbraio 2020
Aggiornato 14:00
Distribuito in Italia dalla Fandango di Domenico Procacci

«Videocracy», film sugli effetti del Berlusconismo

Domani in sala documentario sulla creazione della tv commerciale

VENEZIA - Un film piccolo piccolo, indipendente e destinato al pubblico svedese. Questo era nelle intenzioni «Videocracy«, distribuito in Italia dalla Fandango di Domenico Procacci, che si è ritrovato invece tra le mani una bomba mediatica. E non poteva essere altrimenti, visto che il film- documentario (che viene presentato a Venezia come evento congiunto della Settimana della Critica e delle Giornate degli Autori) gira intorno al fenomeno Berlusconi. Non ci sono gli scandali né i processi, ma il premier viene colto come creatore della tv commerciale in Italia.

«Videocracy» racconta «il berlusconismo», ovvero gli effetti di quella tv commerciale sul tessuto culturale dell'Italia. «Chi avrebbe mai pensato- ha detto stamani presentando il film il regista Erik Gandini- che quegli spogliarelli casarecci delle prime tv commercilai fossero l'inizio di un impero?» Ma Gandini si aspettava un'attenzione così forte per il suo lavoro? «In realtà questo è un film pensato per spiegare ai miei amici svedesi, visto che lì vivo, le cose che mi preoccupano del mio Paese. Ma il fatto che abbia trovato questo riscontro in Italia è una sorpresa totale». Attenzione anche amplificata dal no di Mediaset e Rai a trasmettere gli spot pubblicitari del film, che sarà nelle sale da domani: «Credo che a far paura sia stato l'uso delle immagini, per raccontare cose che per lo più finora era state scritte». Il mondo delle veline e dei reality, in cui per esistere basta apparire: «Sono i valori imposti proprio dalla tv commerciale- ci dice ancora Gandini- soldi, egoismo, successo, apparenza. A me tutto questo fa paura».

Nel film si intrecciano le immagini del nord est (dove un ragazzo operaio sogna «Il grande fratello», per poter cambiare la sua vita) e quelle della Costa Smeralda. Terra d'adozione di Berlusconi e di Briatore, tra Villa Certosa e il Billionaire, passando per la Villa Bianca di Lele Mora, che nell'intervista rivela le sue simpatie mussoliniane e racconta candidamente i meccanismi di costruzione del successo di tronisti e ragazze immagine.

L'altra presenza forte è quella di Fabrizio Corona: «Ho cominciato a firlmarlo due anni fa- racconta ancora Erick Gandini- se si vuole capire questo mondo, lui è uno dei personaggi più interessanti. Mi ha fatto capire tante cose, così come gli altri intervistati. Io voglio soprattutto comprendere i meccanismi, e mi piace l'idea di non essere uno spettatore passivo di questa televisione, ma di poter raccontare la mia versione delle cose». E Fabrizio Corona - che nel film appare anche nudo sotto la doccia- ha già annunciato di non volersi perdere questa sera la proiezione per il pubblico che si preannuncia affollata.

Ma a Gandini, da oltre confine, qual è l'aspetto di questa tv italiana che fa più paura? «Il fatto che questa cose ormai siano la normalità. Ma lo sono solo da noi. I miei amici svedesi quando parlano della tv italiana sorridono. In Italia invece l'unica preoccupazione sembra divertirsi, apparire in tv illude e promette privilegi assolutamente miracolosi. Questo è un mondo che si presenta come totalmente innocuo. Ma invece non lo è».