18 gennaio 2020
Aggiornato 04:00
La prima first lady nera della storia americana

Nuovo look per Michelle, ora caschetto alla Rihanna

Nuovo taglio sbarazzino sostituisce quello alla Jackie Kennedy

NEW YORK - Il caschetto anni Novanta da first lady e la frangia da senatrice, il percorso politico di Hillary Clinton si può riassumere in due pettinature. Quello di Laura Bush in una: la riga sulla tempia sinistra e la messimpiega che lascia scoperti gli orecchini a perla e la nuca. Nancy Reagan lo porta ancora oggi quel taglio cotonato e mosso che sfoggiava nelle foto ufficiali alla Casa Bianca, più di trent'anni fa. Ma Michelle Obama, la prima first lady nera della storia americana, ha già rotto ogni schema. Ieri sera, nel corso di una serata di musica country alla Casa Bianca, ha sfoggiato l'ennesima nuova acconciatura, a conferma che l'unica costante nel suo look è quella di cambiarlo spesso.

Michelle Obama ora porta un «angled bob«, un caschetto a linee geometriche, che ricorda quello della cantante Rihanna, decisamente più corto del precedente. Per l'occasione la first lady indossava un abito bianco con ricami in rilievo, e il nuovo look non è passato inosservato ai tabloid insieme alla predisposizione al trasformismo. I «tagli» per la signora Obama sono anche figurati: da pettinature classiche passa da un giorno all'altro a look più aggressivi, con la variante dei capelli raccolti che sembra prediligere nelle occasioni di gala. Il modello spesso invocato è il caschetto sfrangiato di Jackie Kennedy, ma a Michelle piace uscire dalle righe.

Dai capelli afro dell'adolescenza, una costante fino ai tempi di Princeton, a metà degli anni Ottanta, la first lady è passata a uno stile più disciplinato nel periodo della Harvard Law School, che da allora ha sempre mantenuto, pur con numerose varianti, alternando acconciature con un maggior volume, bob lisci piu classici ed eleganti, soprattutto dopo l'arrivo alla Casa Bianca, e chignon, sia nelle occasioni più formali che nel tempo libero. Michelle ha optato per una pettinatura raccolta anche per il matrimonio, nel 1992. Ha scelto un liscio ordinato per l'inaugurazione il 20 gennaio scorso, sia per la cerimonia del giuramento che per i balli inaugurali, simile a quello sfoggiato alla convention democratica di Denver ma un po' meno aggressivo, e un mezzo raccolto per incontrare la regina Elisabetta.

Insieme al trasformismo, l'unica costante nei tagli di Michelle è la lunghezza, sempre medio corta. «Michelle è sempre splendida, mentre io sono un po' trasandato», aveva lusingato qualche giorno fa il presidente dopo una critica ai suoi jeans troppo larghi e poco modaioli. L'esibizione serale, preceduta la mattina da un workshop per studenti, è la seconda delle sessioni musicali lanciate il mese scorso dalla first lady per incoraggiare l'arte e il suo insegnamento. La prima era stata dedicata al jazz, mentre un workshop sulla musica classica è in programma per l'autunno.

I tagli della first lady americana sono firmati da Johnny Wright, che dopo essersi costruito una fama a Chicago è ora «First Hairstylist» in carica. Ha uno stile fatto di piastra e lacca ma riesce a scolpire tagli modernissimi.