26 gennaio 2022
Aggiornato 08:00
Quartiere San Paolo

«Abbiamo paura di fare la fine di Gloria Rosboch» e denunciano gli uomini che gli hanno sottratto 260mila euro

Una storia lunga due anni e mezzo avvenuta tra le vie del quartiere San Paolo. Una coppia di anziani ha accolto un 46enne, e poi un suo amico, come se fosse un figlio dopo averlo conosciuto in piazza Robilant. Loro erano diventati il suo «bancomat»

TORINO - Può la solitudine portare a fidarsi completamente di una persona a tal punto da consegnare soldi (e tanti) quasi quotidianamente? Pare di sì ed è quello che è successo nel quartiere San Paolo, dove due ottantenni, marito e moglie senza figli e senza parenti vicini, sono stati circuiti da un uomo di 46 anni marocchino e dal suo complice, un brasiliano di 41 anni. La coppia dal 2013 e fino a poche settimane fa era riuscita a farsi dare dai due anziani oltre 260mila euro, con cifre quotidiane che andavano dai 600 ai 700 euro. Un circolo che sembrava non avere fine, fino a quando marito e moglie hanno trovato la forza di rivolgersi al Commissariato di corso Racconigi e raccontare tutto perché spaventati dalla vicenda di Gloria Rosboch, al centro di tutti i giornali e telegiornali, molto simile per certi versi alla loro.

Da sconosciuti a «parenti»: il primo incontro
Che i due ottantenni fossero molto facoltosi il 46enne marocchino Mohamed Badr lo sapeva benissimo. Non a caso si era avvicinato al parchetto in piazza Robilant dove era solito stare l’anziano. Una conoscenza costruita giorno dopo giorno, fino a guadagnare una fiducia tale da chiedere soldi per le più svariate motivazioni: dal ricovero in ospedale, alla malattia di un parente, a soldi da mandare in Marocco per questioni urgentissime, ogni scusa era buona per chiedere contanti. «Non ci risulta che ci siano state minacce», ci dice Paolo Lo Manto, il dirigente del Commissariato San Paolo, «capitava che i due coniugi opponessero un minimo di resistenza nell’elargire il denaro, a quel punto il 46enne arrestato faceva finta di stare male e alla fine raggiungeva il suo obiettivo». I coniugi non vedevano queste richieste in modo malizioso. Sia il marocchino che il suo complice brasiliano erano ormai di famiglia, tanto da chiedere soldi in prestito anche ai vicini per poterli dare ai due malviventi. Una fiducia costata carissima.

Dei 260mila euro non è rimasto più nulla
Gli oltre due anni di prelievi avevano insospettito anche la banca, a cui l’ottantenne si rivolgeva spesso per ritirare i proprio soldi. Contanti che il 46enne marocchino utilizzava per giocare alle macchinette del videopoker o per acquistare cacaina e crack. Una parte inoltre la potrebbe aver inviato anche in Marocco, fatto sta che di quei 260mila euro non c’è nulla che può essere recuperato e restituito alla coppia. E il «giochetto del bancomat» sarebbe continuato all’infinito se i due anziani non avessero seguito con attenzione la vicenda dell’omicidio di Gloria Rosboch. Temevano di fare la stessa fine e hanno deciso di parlarne alla polizia, ma senza accusare nessuno. Una denuncia molto soft, quasi a volersi solo tutelare e non proteggere.

Le indagini, il pedinamento e il doppio arresto
In due settimane la polizia ha aperto e chiuso l’indagine. Dopo aver identificato i due soggetti, che vivevano sotto lo stesso tetto nel quartiere San Paolo l’uno ospite dell’altro, hanno seguito in diretta l’ennesima cessione di denaro. Invece che intervenire e fermare il malvivente con le «mani nella marmellata», lo hanno pedinato a piedi per oltre un chilometro e sono intervenuti solo quando il denaro è stato dato al complice. Doppio arresto circonvenzione di incapace, aggravata e continuata. Entrambi sono risultati essere irregolari sul territorio nazionale e, visti anche alcuni precedenti, è stata decisa la loro custodia cautelare in carcere fino al processo. Quando e se dovessero essere scarcerati per loro ci sarà l’espulsione immediata.