23 ottobre 2019
Aggiornato 17:30
Via alle due settimane che portano alla leggendaria corsa Usa

Il giorno dopo il GP di Spagna, Fernando Alonso è già in pista a Indianapolis

Erano passate poche ore dalla bandiera a scacchi di Barcellona quando il campione asturiano è dovuto tornare nell'abitacolo per le prime prove libere in preparazione per la mitica 500 Miglia. Ed è andata bene: Nando è stato il migliore dei debuttanti, 19° assoluto

INDIANAPOLIS – Ha avuto in tutto quattordici ore per riposarsi e volare al di là dell'Atlantico, Fernando Alonso. Così, a un solo giorno di distanza dal suo Gran Premio di casa in Formula 1, quello di Spagna (che ha concluso in una buona dodicesima posizione, dopo essere entrato per la prima volta della stagione nella fase finale delle qualifiche al sabato), il pilota della McLaren è subito tornato in pista, stavolta negli Stati Uniti, per iniziare le due settimane di prove che porteranno alla 500 Miglia di Indianapolis, la gara più famosa dell'automobilismo americano. E la prima giornata di libere si è rivelata positiva per lui: prima è stato il più veloce nella sessione di due ore dedicata ai debuttanti e ai piloti lontani dalle corse da qualche tempo (percorrendo il leggendario ovale da 2,5 miglia in 40.6074 secondi), poi chiudendo diciannovesimo assoluto nel turno collettivo. A rovinargli i programmi ci si è messo solo un problema alla sospensione posteriore che gli ha impedito di girare proprio nell'ultima ora, quando i suoi compagni di squadra del team Andretti stavano facendo le prove nel traffico. «Questo ci ha impedito di completare il lavoro che avevamo previsto – ha raccontato il campione asturiano – Ma in generale è stata comunque una giornata incredibile, sono più contento della prima volta in cui sono salito su questa macchina perché ho sentito i miglioramenti delle modifiche di assetto che avevamo previsto stamattina. La sensazione è stata migliore, oggi ho iniziato a guidare davvero. Nel prossimo paio di giorni dovrò ancora imparare la guida nel traffico, ma ho già fatto due o tre giri alle spalle di macchine che stavano uscendo dai box e mi sono divertito, perciò non vedo l'ora. La mia priorità è capire come si sorpassa, in quali punti, e come perdere il minimo del tempo in quelle manovre. C'è ancora una lunga strada da fare per imparare, ma sono sicuro di aver fatto dei bei passi avanti oggi. Ero un po' preoccupato delle condizioni meteo, dalle bandiere vedevo che c'era un vento forte, ma nell'abitacolo non l'ho sentito e questo è stato un altro aspetto positivo. Devo sentirmi veloce: è una questione di sensazione, più che di posizione finale».