27 maggio 2020
Aggiornato 17:30
Intervista esclusiva per il Diario Motori

Luca Marini: «Mio fratello Valentino Rossi, maestro di guida e di vita»

Il pilota della Forward Racing in Moto2 racconta la sua prima stagione nel Motomondiale e al fianco del suo mitico fratello maggiore: «Abbiamo la stessa generosità, ma lui è molto più ordinato di me»

ROMALuca Marini, la tua prima stagione nel Motomondiale si è conclusa come quella di tuo fratello Valentino Rossi, con un secondo posto. Lui in MotoGP, tu nella classifica di debuttante dell'anno in Moto2. È più la soddisfazione per essertela giocata fino all'ultimo o il dispiacere per aver perso sul filo di lana?
Personalmente sono molto soddisfatto della mia stagione: sono cresciuto moltissimo, ho imparato, ho conosciuto meglio la moto e il team. Nella prima parte del campionato il mio rendimento è stato un po' discontinuo, soprattutto per via della mia mancanza di esperienza, ma passo dopo passo sono riuscito ad arrivare sempre più spesso nelle posizioni che contano. E non ho nulla da rimpiangere.

Avere Vale al tuo fianco, in pista e negli allenamenti, ti mette pressione, per via del confronto ingombrante, o ti aiuta?
Secondo me sono molti di più i lati positivi di quelli negativi. Avere vicino un fratello come lui è una bella comodità, mi ha aiutato tantissimo. In quasi tutti i Gran Premi sono andato a trovarlo prima dell'inizio delle prove per farmi rivelare quei piccoli segreti che solo lui conosce. Quanto al confronto, credo di avere imparato a gestirlo molto bene, e non mi pesa per niente. Immagino sia impossibile da evitare, ma sono anche contento che sia così, perché mi sprona a migliorare sempre più, come del resto ha fatto anche lui durante tutta la sua carriera. La grinta che ci mette ancora oggi, dopo vent'anni, è fonte di ispirazione. Ed è bello parlare con lui di tutto, dalle moto alla vita in generale, perché oltre ad essere un grandissimo pilota è una grandissima persona.

Come piloti e come uomini, cosa avete in comune e in cosa invece siete completamente diversi?
Condividiamo l'altruismo, il piacere di aiutare gli altri. Lui lo fa con tutti i giovani piloti della sua Academy, non solo con me. Gli piace dare consigli, discutere delle varie opinioni, e questo diverte anche me. Di diverso abbiamo l'ordine. Lui è maniacale e super-preciso in tutto ciò che fa, anche a casa. Io, invece, sono più rilassato, e se mi capita di lasciare un calzino o una maglietta in giro, non ne faccio un dramma. Però, se mi ci metto, riesco anch'io ad essere come lui. Secondo me sono molte più le cose che ci accomunano.

Cosa ti ha insegnato, in termini sia di guida che di rapporto umano con i tuoi colleghi, la vita nella VR46 Academy?
La Academy in questo ultimo anno ha svolto un lavoro incredibile. Hanno messo tutti i piloti in ottime condizioni, di moto e di team, così da poter fare la differenza. Da loro ho imparato tante piccole cose, grazie all'esperienza dei capi, gli amici di Vale, Uccio e Albi, ma anche degli altri piloti. Dalla capacità di gestire meglio i tempi del weekend, all'alimentazione: mi hanno aiutato tanto.

Che anno sarà il 2017 per i fratelli Luca Marini e Valentino Rossi?
Partiamo da lui, che è più facile: spero che il 2017 gli porti tanti altri successi. Lui si impegna sempre tanto, a casa e alle gare, e questo gli può permettere di raggiungere i suoi obiettivi, magari con un pizzico di fortuna in più. Può ancora dare tantissimo e rimane uno dei piloti più forti della MotoGP. Da quello che ho sentito dire, la Honda sembra ancora la moto più competitiva, ma sicuramente anche la Yamaha arriverà. Per quanto mi riguarda, dovrà essere un altro anno di crescita, partendo da come ho concluso il 2016, in lotta costante per la zona punti. In quest'inverno mi sono preparato ancora meglio dell'anno scorso, perché ho capito cosa mi manca rispetto ai migliori e su cosa devo ancora allenarmi. Spero di togliermi una soddisfazione, magari con un podio. Non vedo l'ora di cominciare...

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