7 dicembre 2019
Aggiornato 01:00

Milan: il vero rischio dopo la sosta

La prova offerta contro la Juventus ha fornito indicazioni confortanti a Pioli, ma i pericoli sono dietro l’angolo

L'espressione delusa del Milan, incappato in 7 sconfitte nelle prime 12 giornate di campionato
L'espressione delusa del Milan, incappato in 7 sconfitte nelle prime 12 giornate di campionato ANSA

MILANO - La prestazione di domenica sera in casa della Juventus ha fatto registrare la settima sconfitta in 12 giornate di campionato per il Milan, ma ha anche restituito una squadra finalmente combattiva e persino arrembante al cospetto della capolista, spesso in difficoltà contro gli uomini di Stefano Pioli, per la prima volta in stagione apparsi convinti dei propri mezzi e addirittura ficcanti in attacco, nonostante siano usciti ancora una volta battuti dallo Juventus Stadium, senza gol, senza punti, ma stavolta con discreti complimenti e, in teoria, maggior fiducia per il futuro.

Miglioramenti

Il Milan è effettivamente apparso assai diverso rispetto alle precedenti uscite, in particolar modo rispetto alla sfida con la Lazio di una settimana prima, ma anche dello striminzito successo sulla pericolante Spal del turno precedente. Una squadra ordinata ma anche propositiva, alla quale è fondamentalmente mancato solo il gol, elemento tutt’altro che trascurabile, ma forse l’unica nota stonata nella serata torinese. Pioli è apparso orgoglioso dei suoi calciatori, pur ammettendo i timori per una classifica da zona retrocessione, tanto da dover candidamente confessare: «Appenderemo la classifica fuori dai cancelli di Milanello perché dobbiamo renderci conto della situazione e cominciare a fare punti».

Pericolo

Eppure, in molti avevano pronosticato anche alla vigilia della sfida allo Juventus Stadium un Milan migliore: «Non ha nulla da perdere, giocherà tranquillo». Lo stesso concetto, in sintesi, espresso anche da Fabio Capello nel post partita, chiaro riferimento alle difficoltà dei rossoneri quando sono costretti a vincere con tutta la pressione addosso, l’esatto contrario di quanto accaduto con la Juve quando la sconfitta era in pratica annunciata. Ecco, il grande rischio è ora proprio questo: da qui a Natale il Milan dovrà obbligatoriamente infilare un filotto di risultati importanti per risalire la china, ma farlo con la pressione e la tensione della vittoria a tutti i costi potrebbe evidenziare l’ennesima mancanza di carattere di una squadra incompleta e timorosa.