14 novembre 2019
Aggiornato 07:00

Milan: ottimismo o incoscienza?

I rossoneri crollano a ripetizione, la classifica piange, ma le sensazioni dei tesserati vanno controcorrente. Perché?

Stefano Pioli, allenatore del Milan
Stefano Pioli, allenatore del Milan ANSA

MILANO - La stagione del Milan è la più brutta e drammatica della sua storia: 13 punti in 11 giornate, già 6 sconfitte in campionato (che diventeranno quasi sicuramente 7 dopo la visita di domenica prossima allo Juventus Stadium) e praticamente tutti gli obiettivi già sfumati in meno di tre mesi di stagione, con un cambio di allenatore già a referto ed una situazione allarmante, drammatica e deprimente. Tanto basterebbe per considerare quella attuale come l’annata peggiore per la compagine milanista, ormai a distanze siderali dal quarto posto e con prospettive tutt’altro che rosee anche in vista dell’anno prossimo.

Realtà e visioni

Ma se, invece di consultare i risultati, i tifosi rossoneri ascoltassero solo dichiarazioni e parole dei tesserati, potrebbero quasi pensare che la situazione non sia così buia come appare. Fra la gara dell’Olimpico contro la Roma e quella di San Siro con la Lazio, ad esempio, diversi calciatori della squadra (da capitan Romagnoli a Donnarumma) hanno continuato ad illudere la gente (e loro stessi) circa una qualificazione alla Coppa dei Campioni palesemente irraggiungibile per un gruppo costruito male e senza guide sicure, tanto in campo quanto in panchina. Inutile prendersi in giro: il Milan non arriverà quarto quest’anno e probabilmente non ci riuscirà fin quando verrà amministrato da questa proprietà e gestito da questa dirigenza.

Illusioni

Altre frasi e dichiarazioni ad effetto ma poco concrete le ha poi prodotte Stefano Pioli, tecnico dei rossoneri: «Siamo sulla buona strada», ha affermato l’allenatore emiliano dopo il ko con la Lazio, visibilmente soddisfatto per i progressi mostrati dalla squadra, effettivamente meno confusa ed approssimativa rispetto a quella diretta a inizio anno da Giampaolo, ma lontana anni luce dal poter competere con le prime della classe, ovvero Juventus, Inter, Napoli, le romane e l’Atalanta. Dire che il Milan sia sulla buona strada con 6 sconfitte sul groppone, una squadra senza grinta e personalità, confrontata con la solidità delle rivali, appare quantomeno comico e rende logica una domanda: ma società, dirigenza, allenatori e giocatori si rendono conto della situazione e sono semplicemente ottimisti, oppure non sono in grado neanche di guardare e rendersi conto della realtà? Difficile dirlo e difficile anche capire quale delle due ipotesi sia la peggiore.