19 agosto 2018
Aggiornato 22:30

Higuain: «Ecco perchè il passaggio dalla Juve al Milan mi entusiasma»

La presentazione ufficiale del Pipita è stata l’occasione per ricordare al mondo quanto sia importante il marchio Milan nel mondo.
Higuain con i nuovi compagni Biglia e Suso
Higuain con i nuovi compagni Biglia e Suso (ANSA)

MILANOLa dimensione del Milan la capisci quando ci entri dentro. Ti basta varcare la sede di Milanello e capisci tutto. Poi la la sede, la gente rossonera, quando ci sei dentro ti viene la pelle d'oca perché il Milan è una squadra conosciuta, amata e rispettata in tutto il mondo. Ecco perchè il passaggio dalla Juve al Milan mi entusiasma». Parole e musica di Gonzalo Higuain, top bomber mondiale, capocannoniere del campionato italiano nell’ultimo quinquennio con la stroboscopica cifra di 111 gol e oggi diventata la nuova punta di diamante della squadra rossonera.
Ma attenzione a marchiarlo come la stella della squadra: «Non sono la stella del Milan. La stella è il club, io devo solo aiutare la squadra a crescere ancora di più. Le partite si vincono tutti insieme, non le vince un singolo. Si vince con l’ambiente».

Mi hanno voluto tutti
Per averlo c’è stato un duello fino all’ultimo tra il Milan e il Chelsea, ma Higuain ha preferito restare in Italia, malgrado a Londra ci fosse un vecchio amico a chiamarlo: «La scelta è stata facile, al Chelsea l'unico che mi voleva era Sarri, qui mi hanno voluto tutti. La motivazione e la convinzione che hanno dimostrato qui al Milan, è stato fondamentale. Conosco tanti dei miei nuovi compagni e ho molta fiducia nella squadra, già l'anno scorso mi piaceva come giocava. Per questo sono molto felice di essere qui, siamo una grande squadra e possiamo fare grandi cose».

Datemi la 9
Intanto Higuain è già stato ribattezzato l’esorcista, per l’ingrato compito che si è assunto ti togliere la maledizione dalla maglia numero 9 rossonera, finita in disgrazia da quando Pippo Inzaghi si è ritirato. Prima del Pipita una sfilza di giocatori inadeguati (Matri, Destro, Torres, Luiz Adriano, Lapadula) hanno contribuito ad accrescere il mito negativo di questa casacca, ma il bomber argentino non sembra temere nulla: «Nella mia carriera ho già indossato qualche maglia pesante, ma questo per me è un motivo di orgoglio. Per me si tratta di una sfida bellissima per la mia carriera, non devo far altro che dimostrare che l'investimento fatto su di me è stato giusto. Se questa squadra ci crede potrà arrivare lontano. Il Milan deve avere fiducia in se stesso».