18 agosto 2018
Aggiornato 13:00

Serie A, meno di un mese al via

La Juventus, con l'acquisto di Cristiano Ronaldo, si candida per l’ottavo anno di fila a cucirsi sulle maglie lo scudetto
Cristiano Ronaldo, primo giorno alla Juventus
Cristiano Ronaldo, primo giorno alla Juventus (ANSA)

Meno di un mese all’inizio della Serie A. Una data, quella del 19 agosto, che i tifosi di mezza Italia avranno probabilmente segnato in rosso sul calendario, dopo aver dovuto assistere solo da spettatori neutrali al Mondiale. L’estate fila via un po’ sonnacchiosa, mielata da colpi di mercato in entrata o inasprita da dolorose partenze. Di certo, quella che si sta delineando è, sulla carta, una delle Serie A meno equilibrate degli ultimi decenni. Merito o colpa, in base alle angolazioni, della Juventus, che si candida per l’ottavo anno di fila a cucirsi sulle maglie lo scudetto.

Betway, infatti, quota il successo finale dei bianconeri a 1.40, con Napoli, Roma, Inter e Milan ben distanti. L’approdo di Cristiano Ronaldo a Torino ha squassato il mondo della Serie A, non più abituata a colpi del genere. Il fenomeno portoghese rischia di rendere una pura formalità il cammino nazionale della Juve, che pare intenzionata a mettere a segno anche altri acquisti di grande spessore. Certo, a Vinovo il sogno, fin qui solo sfiorato, resta la Champions League e magari proprio le disattenzioni europee potrebbero aprire qualche flebile spiraglio per le concorrenti. Oltre a CR7, la proprietà ha messo a disposizione di Allegri il centrocampista tedesco Emre Can e il terzino Cancelo. Due innesti di qualità che vanno a sommarsi a un organico di primissimo piano.

Il Napoli si era mosso ancora prima della Juve mettendo a segno il proprio colpo non in campo, ma in panchina. L’addio di Sarri faceva presagire nubi minacciose su Castel Volturno, ma De Laurentiis ha spiazzato tutti ingaggiando probabilmente il meglio che c’era in circolazione: Carlo Ancelotti. L’arrivo dell’ex Bayern Monaco è coinciso finora con un mercato mirato e senza colpi altisonanti. Fabian Ruiz, Verdi e Meret sono i tre fiori all’occhiello del mercato partenopeo. Basteranno per mettere il bastone tra le ruote alla Juve? Difficile dirlo adesso, ma se Ancelotti saprà replicare quanto fatto dal suo predecessore potrà dire la sua, visto che la qualità della rosa è migliorata. In uscita si segnala la cessione multimilionaria di Jorginho (65 milioni al Chelsea), che potrà servire per puntellare ulteriormente l’organico.

Musi piuttosto lunghi a Roma sponda giallorossa, dove i tifosi hanno dovuto assistere alla partenza di Nainggolan e a quella probabilissima di Alisson. Due dei principali protagonisti della passata stagione, che aveva proiettato i capitolini nel gotha del calcio europeo. L’eclettico direttore sportivo Monchi ha però realizzato in entrata operazioni che come al solito stuzzicano interesse. Al fianco di Pastore, tornato in Italia dopo i fasti di Palermo e le stagioni altalenanti al PSG, sono giunti a Trigoriagiovani dalle belle speranze come Cristante, Kluivert, Coric e Bianda. Acquisti in pieno stile Monchi che tanti frutti hanno portato a Siviglia, ma che forse mal si sposano con una piazza tanto esigente come quella romanista. La risposta, ovviamente, la darà il campo, ma ad oggi i giallorossi sembrano tagliati fuori dalla corsa per il titolo.

La qualificazione in Champions League strappata per icapelli ha dato nuova linfa all’Inter, che sul mercato sta provando a fare le cose in grande. La presidenza cinese ha voluto muoversi anzitempo, regalando a Spalletti giocatori di prima classe. Il tecnico toscano ha potuto così riabbracciare Nainggolan, che proprio sotto la sua gestione aveva raggiunto il massimo splendore. Oltre al belga, i nerazzurri hanno formalizzato l’acquisto del promettentissimo attaccante Lautaro Martinez, di cui dicono faville in Argentina. Da non sottovalutare nemmeno i colpi a parametro zero di De Vrij e Asamoah, reduci da un’annata molto positiva. Insomma, Spalletti sembra avere tutte le carte in regola per potersi inserire a pieno titolo nella corsa per i primi posti, con una speranza, non tanto nascosta, di poter infastidire la Juventus.

Il Milan chiude il lotto delle papabili pretendenti allo scudetto. La scorsa estate aveva fatto presagire mirabilie, con spese folli che alla fine hanno portato solo a un 6° posto, con l’amarezza di non poter disputare nemmeno l’Europa League a causa di una situazione debitoria catastrofica. Il futuro per i rossoneri è un enorme punto interrogativo. Ci sarà da risolvere prima la querelle societaria e solo dopo si potrà dare il via alle grandi manovre sul mercato. Si ripartirà da Gattuso, che si è dimostrato pienamente all’altezza dando una fisionomia a una squadra che però andrà potenziata notevolmente se vorrà dire la sua in campionato.