15 ottobre 2019
Aggiornato 20:30

Tra i due litiganti Marquez e Rossi a godere è Iannone

Marc è l'uomo da battere, ma cade per i sobbalzi di Austin. Valentino è a breve distanza sul passo gara, ma sul giro secco oggi il più veloce è stato Andrea

Marc Marquez in sella alla sua Honda durante le prove libere del GP delle Americhe di Austin
Marc Marquez in sella alla sua Honda durante le prove libere del GP delle Americhe di Austin Michelin

AUSTIN – Nell'attesissimo duello tra Marc Marquez e Valentino Rossi al rodeo di Austin si inserisce un cowboy a sorpresa: Andrea Iannone. Proprio lui è riuscito a chiudere in testa, benché per appena 56 millesimi. Un'inaspettata rivincita, per il pilota abruzzese, che dimostra finalmente che c'è una luce, in fondo al tunnel buio che aveva imboccato con la sua Suzuki, e che la direzione presa sembra essere quella giusta verso l'uscita. «Sono sicuramente soddisfatto di questa giornata – ha commentato il Maniaco a fine giornata – ma anche in Argentina ero stato veloce sull’asciutto nei primi turni di prove. Purtroppo lì non ero riuscito a concretizzare a causa di una qualifica sbagliata e di condizioni in gara non perfette. Penso che stiamo dimostrando di crescere bene e di fare un buon lavoro, anche di sviluppo, al contrario di quello che magari si dice. I frutti degli sforzi e delle sofferenze dello scorso anno piano piano stanno venendo fuori. Dobbiamo ancora migliorare in qualche area, come la frenata in cui non riesco a essere incisivo, ma in ogni caso, mi sento bene in moto e questa è la cosa più importante. Questo conferma quello che pensavo: posso andare forte con questa moto ed esprimere il mio potenziale. Ho un buon passo con gomme medie usate, anche se credo che Marquez sia un passo avanti a tutti: in questa pista va molto forte, ma cercheremo di ridurre il distacco da lui e, se continueremo a lavorare, nulla è impossibile».

Marquez teme le buche
Sul giro secco, insomma, il più veloce di tutti è stato Iannone. Ma, se si guarda al passo gara, l'uomo da battere resta sempre lui, Marc Marquez. Dall'alto delle sue cinque vittorie consecutive sulla pista texana non si poteva prevedere nulla di diverso: eppure la situazione del campione del mondo in carica si sta rivelando meno agevole del previsto. Colpa delle condizioni del tracciato, che rispetto al passato non sono migliorate quanto speravano i piloti, e che lo stesso spagnolo della Honda ha fatto grande fatica a interpretare. Tanto da incappare perfino in una scivolata, fortunatamente innocua, verso la fine delle prove. «I sobbalzi ci sono: ce ne aspettavamo di meno, invece sembra che la situazione sia la stessa dell'anno scorso – conferma il Cabroncito, secondo in classifica generale – Ci sono diversi avvallamenti, e quando sono caduto ho frenato molto in anticipo rispetto al giro precedente, ma ho comunque perso l’anteriore, perché bisogna essere molto precisi. È difficile correre così: si può spingere meno, il limite si avvicina molto e non riesco a curvare come voglio. Siamo comunque riusciti a migliorare l’assetto della moto, anche se non ho ancora trovato la giusta fiducia. Vedremo domani la situazione. Devo dire che Vinales non è lontano, ma noi continueremo a lavorare».

Yamaha a ridosso
E poi, naturalmente, c'è il suo rivale giurato, Valentino Rossi. Accompagnato dal suo compagno di squadra Maverick Vinales (terzo lo spagnolo, quarto l'italiano), ha dimostrato con una convincente giornata di libere che anche la Yamaha può essere una contendente temibile per la vittoria negli Stati Uniti. «La seconda sessione è stata di nuovo positiva, perché mi sono piazzato quarto ed ero piuttosto veloce – ha commentato il Dottore – Mi sono concentrato sul passo gara, perché con le gomme medie c'è un po' meno aderenza, perciò abbiamo ancora del lavoro da fare, ma la sensazione è positiva. La pista è migliorata un po' rispetto a stamattina. Vedremo che meteo ci aspetta domani, anche se le previsioni indicano pioggia».