22 settembre 2018
Aggiornato 17:00

Il boss Ezpeleta non condanna Marquez: solo un richiamo per lui e per Rossi

Di fronte al fattaccio del GP d'Argentina, l'amministratore delegato della Dorna sospende i giudizi: «Valentino è molto arrabbiato, Marquez si sente frustrato»
Valentino Rossi raccoglie la sua Yamaha dopo il contatto con Marc Marquez nel GP d'Argentina di MotoGP
Valentino Rossi raccoglie la sua Yamaha dopo il contatto con Marc Marquez nel GP d'Argentina di MotoGP (MotoGP)

ROMA – L'amministratore delegato della Dorna, Carmelo Ezpeleta, ha convocato Marc Marquez e Valentino Rossi in occasione del prossimo Gran Premio di Austin, in Texas, per discutere di quanto avvenuto in Argentina, con l'entrataccia dello spagnolo nei confronti del pilota di Tavullia e le scuse rifiutate, con tanto di accuse («Quando c'è lui io ho paura»), da parte dell'italiano. A lasciare perplessi sono però le parole del patron del circus a due ruote, che suonano come un'assoluzione nei confronti del Cabroncito: «Rossi è molto arrabbiato e Marquez si sente frustrato, li capisco entrambi, la situazione in cui si trovano. Io non ho parlato con nessuno dei due, non è il momento. Il gioco psicologico è importante e deve essere rispettato – ha dichiarato don Carmelo ai microfoni di Radio Marca – Discuterò con i piloti ad Austin, venerdì prossimo, alla commissione per la sicurezza e lì parleremo di tutto. Vorrei che partecipassero entrambi: Marquez c'è sempre, Rossi quasi sempre. Sono cose che accadono, la rivalità è grande. Marquez era superiore agli altri, ha fatto quello che ha fatto e non è compito mio giudicarlo».

Se ne lava le mani
L'atteggiamento di Ezpeleta, insomma, appare decisamente troppo pilatesco: il boss si limita a dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte, richiamando entrambi i protagonisti. Anche se non si capisce bene quale richiamo si sarebbe meritato Valentino Rossi, così come non si capisce quale frustrazione psicologica si potrebbe addurre a proposito Marc Marquez, quasi a giustificare il suo comportamento. Persino rispetto all'anomala procedura di partenza per il quale è stato consentito a Marquez di prendere il via dalla propria casella sulla griglia di partenza, invece che in ultima posizione dalla corsia dei box, Ezpeleta non condanna il campione del mondo in carica: «Da due anni, dopo quanto accadde a Sepang nel 2015, l'organizzazione è cambiata. Non è più Dorna a nominare i commissari, ma Irta (l'associazione dei team, ndr) e Fim (la federazione motociclistica internazionale, ndr). Siamo fuori dagli organi che decidono le sanzioni, ed è logico così».

(da fonte Askanews)