17 ottobre 2019
Aggiornato 20:30

Verstappen come Villeneuve: un giro di pista su tre ruote

Max fa un incidente dei suoi e fora, poi rientra ai box dopo aver percorso un'intera tornata con la gomma bucata. Contemporaneamente si ritira pure Ricciardo

L'attacco di Max Verstappen (Red Bull) a Lewis Hamilton (Mercedes) durante il GP del Bahrein di F1
L'attacco di Max Verstappen (Red Bull) a Lewis Hamilton (Mercedes) durante il GP del Bahrein di F1 Red Bull

MANAMA – Max Verstappen non si smentisce mai. È stato un altro attacco garibaldino dei suoi a metterlo fuori dal Gran Premio del Bahrein già al secondo passaggio: in uscita dalla curva 1 ha tentato di rispondere al sorpasso di Lewis Hamilton, ma spingendosi troppo all'esterno, tanto da toccare con la sua ruota posteriore sinistra l'alettone della Mercedes, forando inevitabilmente la gomma. Il baby fenomeno della Red Bull ha anche provato a non arrendersi, dando spettacolo con un giro intero di pista su tre ruote (che ha ricordato quello storico di Gilles Villeneuve nel GP d'Olanda 1979), prima di riuscire a rientrare ai box. Ma ormai la sua macchina era irrimediabilmente danneggiata e non ha potuto far altro che rassegnarsi al ritiro. «Nel contatto con Lewis ho subìto più danni rispetto alla sola foratura – ha raccontato il figlio d'arte olandese – Non sono ancora riuscito a dare un'occhiata alla macchina, ma sospetto di aver rotto il differenziale. Peccato, perché fin dalla partenza il feeling con la macchina era buono, e mi aspettavo una gara emozionante. Riuscivo a prendere bene la scia sul dritto, e ho azzeccato una buona ultima curva, tanto da avvicinarmi molto a Lewis. Mi sono ritrovato un po' stretto a sandwich, ma nella seconda metà della curva sono uscito davanti. A quel punto ho sentito un colpo alle mie spalle e ho capito di aver bucato una gomma, e che la mia gara era finita». Il bello è che Max, che ancora non sembra aver compreso il suo eccesso di irruenza, riesce a dare pure la colpa a Hamilton: «Secondo me entrambi avevamo molto spazio per entrare in colpa, e il fatto che i commissari non abbiano ritenuto di infliggere nessuna penalità è un po' ingiusto, perché per via di quel contatto io sono finito fuori gara. Sono sicuro che, se fosse andata al contrario, lui avrebbe voluto aprire un'inchiesta».

Ricciardo si spegne
A completare il doppio disastro dei Bibitari, quasi contemporaneamente ha dovuto alzare bandiera bianca anche il suo compagno di squadra Daniel Ricciardo, nel suo caso per un improvviso blackout tecnico. «All'ingresso della curva 8 ho perso tutta la potenza, la macchina si è spenta senza preavviso e non ho potuto farci niente – spiega uhn delusissimo australiano – Immagino si sia trattato di un problema al motore elettrico, forse alla batteria, ma non so ancora nulla di preciso. Ovviamente, tutto il team è deluso, perché eravamo davvero convinti di avere una buona macchina oggi, ancora meglio di quella del resto del weekend. So di aver compiuto solo un giro, ma avevo già visto Kimi che scivolava con le gomme dietro, quindi ero convinto di avere una buona chance e per questo sono ancora più frustrato. Uscire così presto dalla gara è la sensazione peggiore, specialmente quando si tratta di una corsa notturna e resti sveglio per tutto il giorno in attesa di quelle due ore: invece è tutto finito dopo due minuti. Ero carichissimo per questa domenica, perciò ora ho due ore di adrenalina da smaltire, di cui non so cosa farmi. Questo sport a volte è molto brutale, può spezzarti il cuore».