23 ottobre 2019
Aggiornato 20:00

In Ducati scatta l'allarme rosso: Dovizioso è ultimo

Mentre il suo diretto rivale Marc Marquez chiude in testa, Andrea è addirittura in fondo alla classifica nella seconda sessione di prove libere a Termas

La Ducati di Andrea Dovizioso in pista durante le prove libere del GP d'Argentina di MotoGP
La Ducati di Andrea Dovizioso in pista durante le prove libere del GP d'Argentina di MotoGP Michelin

TERMAS DE RIO HONDO – Prima giornata di prove in salita per i due piloti della Ducati a Termas de Rio Hondo. Dopo le due sessioni in programma oggi, la classifica provvisoria vede infatti Andrea Dovizioso al quindicesimo posto e Jorge Lorenzo in sedicesima posizione. Nel primo turno di prove libere Dovizioso aveva ottenuto l’ottavo tempo e Lorenzo il nono, ma nel pomeriggio i due piloti Ducati non sono riusciti a migliorare i loro crono del mattino e quindi sono usciti dalle prime dieci posizioni provvisorie.

Dovizioso mantiene la calma
«La nostra posizione nelle seconde libere di oggi (ultimo posto assoluto, ndr) non rispecchia la realtà, per cui non credo ci sia troppo da preoccuparsi – dichiara Desmodovi – Nel pomeriggio abbiamo trovato delle condizioni un po’ strane in pista e non avevo un buon feeling con la mia moto, per cui ho girato poco ed ho terminato la sessione molto indietro. Abbiamo però delle idee abbastanza chiare su quello che è successo, e non siamo messi male come potrebbe sembrare. Oggi, come ho detto, le mie sensazioni non erano delle migliori e quando è così non ha senso prendere troppi rischi per fare dei tempi mediocri. Speriamo di avere almeno un turno asciutto domani per riuscire a mettere insieme i vari dettagli che possono cambiare la nostra situazione».

Lorenzo cerca una soluzione
Gli fa eco il suo compagno di squadra: «È stata una giornata abbastanza strana perché le condizioni sono cambiate molto tra la mattina ed il pomeriggio – chiarisce Por Fuera – Nella prima sessione siamo riusciti a provare diverse cose ma nel secondo turno non mi sono trovato per niente a mio agio, soprattutto a causa del vento e per le condizioni dell’asfalto. Ho provato di tutto, ma nella curva prima del rettilineo principale perdevo almeno mezzo secondo, non riuscivo a tenere la ruota anteriore a contatto con l’asfalto e, con il vento, questi problemi si amplificavano. Domani dovremo trovare delle soluzioni di messa a punto che ci aiutino a contrastare questi aspetti negativi, per migliorare il nostro crono e provare ad entrare direttamente in alla fase finale delle qualifiche».