24 agosto 2019
Aggiornato 05:00

Mercedes ammette: «Sì, il bottone magico esiste». Ma la Ferrari non ha paura

Finalmente anche le Frecce d'argento confessano l'esistenza del sistema per spingere al massimo la potenza del motore. Che però a Sakhir potrebbe non bastare

MANAMA – Basta segreti, la Mercedes punta sulla trasparenza. Il fiume di polemiche sollevate per via dell'oceanico vantaggio con cui ha concluso le prime qualifiche dell'anno, in Australia, avrebbe infatti convinto le Frecce d'argento a fare chiarezza. In particolare, sul cosiddetto bottone magico di cui disporrebbe il suo motore, quello che sarebbe in grado di scatenare tutta la sua irresistibile potenza proprio quando serve, nei giri secchi cruciali per la corsa alla pole position.

Chiarimento tecnico
Dopo aver negato prima e minimizzato poi l'esistenza di questo famigerato pulsante, ora finalmente la casa di Stoccarda ha deciso di gettare la maschera, ammettendo che dispone di un sistema per gestire i cavalli del suo propulsore. Solo che loro la chiamano semplicemente mappatura: «Le diverse modalità di utilizzo del motore, che i piloti e i team possono sfruttare durante il weekend di gara, durante il Gran Premio inaugurale in Australia si sono dimostrate argomento di vivace discussione – si legge nel comunicato stampa diffuso dal team prima del GP del Bahrein – Perciò, di cosa si tratta esattamente e perché sono necessarie? Parliamo di una serie di messe a punto che adattano la prestazione del motore a scoppio e di quello elettrico, per esempio variando la quantità di carburante iniettata nella camera di combustione o il tempo dell'iniezione, ma anche l'interazione e la programmazione dell'energia elettrica. L'obiettivo è equilibrare performance e affidabilità, visto che dal 2018 ogni pilota ha a disposizione soltanto tre motori nel corso della stagione. Alla Mercedes utilizziamo tre modalità di base nel corso del fine settimana: una per la maggior parte delle prove libere, una per la maggior parte delle qualifiche e una per la maggior parte della gara. Ad esempio, alla partenza le prestazioni sono particolarmente importanti, quindi i piloti sceglieranno la massima potenza per cercare di difendere la loro posizione in griglia e di guadagnare altro terreno nei giri iniziali. Ma successivamente si passa ad una modalità di recupero di energia, per ricaricare la batteria in vista dei successivi attacchi. Sia Lewis Hamilton che Valtteri Bottas sono passati alla modalità gara durante il GP d'Australia quando si sono ritrovati bloccati nel traffico, nella turbolenza delle vetture che li precedevano, o dietro la safety car, per conservare energia, far raffreddare i propulsori ed evitare i surriscaldamenti». Ma quella che ha fatto più discutere è stata naturalmente la mappatura da qualifica, che, una volta azionata, ha consentito a Hamilton di rifilare quasi sette decimi a tutti gli avversari: «La messa a punto per le qualifiche è quella più potente, e viene utilizzata per pochi giri ad ogni weekend, a volte solo nell'ultima fase delle prove ufficiali – prosegue la nota – Un documento definisce i limiti del suo utilizzo durante ogni fine settimana. A cambiare modalità è il pilota tramite gli interruttori sul suo volante, e la decisione viene presa in autonomia o su consiglio degli ingegneri, che gli comunicano quelle istruzioni tecniche che sentite via radio».

Meno margine
Insomma, l'espressione «bottone magico» sarà anche soltanto una fascinosa esagerazione giornalistica, ma una mappatura del motore Mercedes studiata appositamente per il giro secco, quando c'è bisogno del massimo della spinta, esiste davvero, e stavolta ad ammetterlo è stata la stessa squadra campione del mondo, seppur a modo suo. Una confessione che, sulla carta, potrebbe far temere ai rivali della Ferrari un distacco in fotocopia anche nelle qualifiche di sabato sul circuito di Sakhir. Ma Kimi Raikkonen, reduce dal secondo posto sia in griglia di partenza che in gara in Australia, non sembra preoccupato: «Chissà – si limita a commentare Iceman nella conferenza stampa della vigilia in Bahrein – Potete continuare a fare previsioni per quanto volete, ma solo durante il weekend scopriremo a che punto siamo. Io non ho alcun interesse a tirare a indovinare che differenza ci sarà in qualifica. Ci sono tantissime variabili che possono influenzare il risultato: quello che so è che noi faremo del nostro meglio e poi vedremo come finirà. Non solo sabato, ma soprattutto domenica, che è il momento più importante. Firmerei volentieri per avere due secondi di distacco in qualifica se poi vincessimo ogni gara. Non mi interessa la griglia di partenza, da quel punto di vista è piuttosto irrilevante». Non canta vittoria, ma anzi predica cautela, anche il suo connazionale della Mercedes, Valtteri Bottas: «Sì, possiamo soltanto fare pronostici, ma storicamente qui la Ferrari è andata bene. In Australia hanno messo in mostra un passo gara molto buono, e l'anno scorso qui andarono addirittura più forte che a Melbourne. Quindi mi aspetto che loro siano una minaccia, che si avvicinino molto a noi, come anche la Red Bull. Oltre a questo, non so dire, vedremo come si metterà il weekend». Insomma, stavolta si corre su una pista diversa, e amica del Cavallino rampante. E persino il bottone magico potrebbe non bastare più.