16 dicembre 2019
Aggiornato 03:30
Formula 1

Ferrari contro Mercedes: confronto diretto tra le due monoposto

Le due dirette avversarie per il Mondiale 2018 si sono svelate lo stesso giorno: la SF71H appare più originale all'avantreno, la W09 più ardita nel retrotreno

ROMA – Si studiano, si copiano, si marcano a uomo. Prima ancora che sui circuiti del calendario 2018 di Formula 1, le due avversarie giurate Mercedes e Ferrari lo hanno fatto fin dal giorno della loro presentazione. Svelando quasi in contemporanea, nella stessa data, a distanza di poche ore, le rispettive nuove monoposto: la W09 e la SF71H. L'occasione perfetta per mettere a diretto confronto, per ora solo sotto il profilo estetico, le vetture più attese del circus iridato.

Le forme
Sull'avantreno, si può sostenere che le idee più originali siano state quelle sfornate dalla Rossa. Basti vedere il grosso supporto dell'ala anteriore, con le complesse soffiature e il deviatore di flusso verso l'esterno, ma anche il taglio a V della presa d'aria dell'S-duct. Perfino gli specchietti retrovisori sono stati inglobati nella gestione dell'aerodinamica, con delle piccole prese d'aria, per non lasciare nessun dettaglio al caso. La Freccia d'argento, al contrario, ha disegnato un muso molto stretto, riconfermando sia quel diffusore inferiore che fece il suo debutto l'anno passato a Barcellona sia anche tutto l'alettone, lo stesso montato nel 2017 (almeno per ora). Al posteriore, invece, è la casa di Stoccarda la più ardita, con un retrotreno strettissimo, ancora di più di quello della monoposto italiana, che pure è dimagrita anche lei in questa sezione. Entrambe mantengono poi la linea delle fiancate estremamente rastremata, e si avvicinano molto in termini di passo: quello della Ferrari, l'anno scorso particolarmente corto, è stato aumentato di 5-6 centimetri, mentre quello della Mercedes è stato ridotto di 6-7. Ma l'aspetto della W09 che più attira l'attenzione è sicuramente l'attacco delle sospensioni, con un triangolo superiore ancorato molto più in alto, contro quello della SF71H inclinato in avanti.

Sotto il vestito
L'elemento che farà la differenza, tuttavia, dovrebbe ancora una volta essere quello che ieri non si è visto, perché accuratamente nascosto sotto la carrozzeria: il motore. Vincerà quello che saprà essere più potente e soprattutto più affidabile, visto che le regole da quest'anno consentono di utilizzare solo tre motori a pilota per tutta la stagione. Proprio su questi due aspetti la Scuderia di Maranello nel Mondiale scorso si è dimostrata più deficitaria: un motivo in più per convincere i tecnici a spingere al limite il suo propulsore termico, aumentando la pressione al momento dello scoppio. Anche a costo di sollecitare i pistoni e di finire così per dover utilizzare più power unit di quelle concesse, pagando le relative penalità. L'importante, sarebbe la filosofia decisa al quartier generale rosso, è partire subito al limite e portare a casa più vittorie possibili. E anche la rivale teutonica non sembrerebbe pensarla molto diversamente. Insomma, le due monoposto che si promettono battaglia diretta per il campionato del mondo 2018 (senza dimenticare ovviamente la Red Bull) non presentano rivoluzioni, del resto né imposte né tantomeno autorizzate dal regolamento di questa stagione. Ma cambiamenti sì, e tanti. Solo i ventuno Gran Premi della stagione ci restituiranno il verdetto più atteso, e ci diranno chi avrà lavorato meglio.