16 agosto 2018
Aggiornato 13:30

Prime difficoltà per la Yamaha: «Il giorno più duro»

Dopo due sessioni positive, la nuova moto di Valentino Rossi e Maverick Vinales incontra una battuta d'arresto, di cui non si conoscono i motivi. Ma nulla di grave...

SEPANG – Una (piccola) battuta d'arresto. Dopo due giornate positive, culminate con la doppietta di ieri, la nuova Yamaha 2018 ha incontrato le sue prime difficoltà nel terzo e ultimo turno dei test pre-campionato a Sepang. E il motivo resta avvolto nel mistero: «Oggi è stata la giornata più difficile delle tre, ci mancava aderenza – conferma Valentino Rossi – Non so esattamente cosa sia successo: la moto, l'assetto, le gomme erano gli stessi di ieri, ma i risultati non sono stati all'altezza, non sono riuscito ad abbassare i tempi. E questo ci era accaduto già nel novembre scorso a Valencia, vorrei capirne la ragione».

Tra i migliori
Unico tra i piloti di testa a migliorarsi nei minuti finali della sessione, mentre i suoi avversari si dedicavano alle simulazioni di gara, il Dottore ha chiuso il suo martedì all'ottavo posto: «Alla fine la posizione non è fantastica – racconta – ma comunque con il mio giro più veloce non ero molto distante, e il mio passo è ottimo. Devo ancora studiare i tempi, ma anche se la Ducati probabilmente ad oggi è la moto migliore, sembra che ci siano sei, sette o forse otto piloti più o meno con lo stesso ritmo. Se la gara fosse domani potremmo assistere a un Gran Premio in stile Moto3... Questo è importante, può farci divertire. In quel gruppo di testa ci siamo anche noi, ma sappiamo di dover ancora lavorare per migliorare». Insomma, non è certo il caso di lanciare allarmi: «Per quanto mi riguarda il miglioramento principale è quello del mio feeling con la moto. Mi sento a mio agio e anche il passo, rispetto all'anno scorso, è migliorato molto perché nel 2017 soffrivo di più per il degrado delle gomme».

Moto buona, ma...
Ancor peggio è andata al suo compagno di squadra Maverick Vinales, solo diciottesimo: «È stata una giornata difficile – ammette Top Gun – Non so perché ma abbiamo perso competitività, soprattutto nel pomeriggio. Dopo otto giri della simulazione di gara mi sono fermato, perché non mi trovavo bene e non riuscivo a tenere il ritmo che speravo. Ma abbiamo lavorato sodo, cercando di migliorare, perciò ora dobbiamo studiare i dati per capire dove migliorare a Buriram. Lì ne sapremo di più». Il catalano, insomma, fa eco ai dubbi del fenomeno di Tavullia, ma è rincuorato dalla mole di lavoro svolta in questa tre-giorni sul fronte dello sviluppo tecnico, a partire da quello sul pacchetto aerodinamico: «Penso che la nuova carena sia molto buona, ho sentito un miglioramento in accelerazione. E la pista thailandese ha molti punti di accelerazione, per cui lì potremo provarla ancora meglio. Ma ho lavorato anche sull'elettronica e su due nuovi motori, di cui uno ha un'erogazione più dolce e maggior velocità massima. Poi, nel prossimo test, arriveranno altre novità».