25 settembre 2018
Aggiornato 17:30

╚ una Yamaha ringiovanita: merito della cura del Dottor Rossi

Valentino aveva chiesto di riprendere il telaio 2016 per tutto lo scorso anno: la casa dei Diapason lo ha finalmente accontentato, e i risultati si sono visti

SEPANG – La fiammella di speranza che si era accesa ieri, al debutto in pista della nuova Yamaha 2018, si è trasformata oggi in un fuoco illuminante. Al termine della seconda giornata di test pre-campionato, non ci sono più soltanto le buone sensazioni dei piloti a confortare la casa di Iwata, ma anche i riscontri oggettivi del cronometro: Maverick Vinales e Valentino Rossi hanno infatti comandato il plotone della MotoGP, mettendo a segno una doppietta con appena 35 millesimi a dividerli là davanti a tutti. «La seconda giornata è andata molto bene, mi sono trovato molto a mio agio in moto – ha ribadito Top Gun, leader odierno – Abbiamo lavorato specialmente sull'elettronica, anche se c'è ancora del lavoro da fare. Abbiamo una strada molto lunga da percorrere per metterla a punto correttamente, ma sono contento dei passi che abbiamo compiuto finora. Abbiamo cercato di lavorare con il caldo, specialmente intorno a mezzogiorno, e domani seguiremo lo stesso piano: proprio in queste condizioni stiamo cercando di migliorare, per risolvere i problemi dell'anno scorso».

Telaio promosso
Il solo tempo di Vinales, tuttavia, potrebbe non bastare, visto che già dodici mesi fa il giovane catalano rimase in testa per tutte le prove invernali. Ben più pesante è la conferma che viene dai crono del suo compagno di squadra Valentino Rossi, che l'anno scorso fu protagonista di un pre-campionato da dimenticare, mentre oggi è riuscito a girare già con lo stesso passo della moto gemella, togliendo ben un secondo al risultato di ieri. «Oggi è stata una giornata positiva, perché ho sempre avuto una buona sensazione in moto e sono stato piuttosto competitivo anche nel passo – ha spiegato il Dottore – Abbiamo migliorato molto la prestazione con la gomma usata rispetto allo scorso anno, e questo è molto importante, ma come sapete la lotta è molto serrata, sono tutti lì, a breve distanza. Perciò bisogna concentrarsi molto sui piccoli dettagli per cercare di stare davanti a tutti. Siamo solo all'inizio, ma partire bene è molto importante. L'anno scorso cominciammo male e abbiamo fatto fatica, con alti e bassi, per tutta la stagione. Invece di solito quando inizi con il piede giusto le cose vanno meglio».

Ben allenato
Merito di quel ritorno al passato che, del resto, il fenomeno di Tavullia aveva invocato durante tutto lo scorso Mondiale. La casa dei Diapason lo ha accontentato, ripartendo dal concetto del 2016, e il risultato è un telaio dalla base apparentemente molto più solida, sulla quale ora si può lavorare per trovare ulteriori piccole novità: «Il telaio è molto simile a quello 2016 – conferma il nove volte iridato – Il cuore, l'idea è la stessa, ma abbiamo cercato di modificare il contorno. Anche oggi ho provato qualche soluzione alternativa con un telaio leggermente diverso, forse domani ne avrò a disposizione uno ancora diverso. Continuiamo a lavorare perché non voglio correre con il telaio 2016, perché è vecchio. Nel test privato che organizzammo qui a novembre cercammo di capire come andava il telaio 2016, e andò bene. Penso che ora abbiamo le idee più chiare, sia noi piloti che la Yamaha, e cerchiamo di lavorare partendo dalla base del 2016». Anche la forma fisica di Vale non desta preoccupazioni, visto che la gamba fratturata l'anno scorso reagisce sempre meglio: «Riesco ad allenarmi bene, ho avuto anche a disposizione dieci giorni in più dell'anno scorso, perché non ho dovuto andare in giro per il tour promozionale, quindi arrivo in condizioni fisiche migliori. Ieri il primo impatto è stato difficile, ma sono contento perché oggi è andata meglio. Ancora non sono al 100%, specialmente con il fiato, perché la gamba non mi permette ancora di correre. Perciò dovrò lavorare in vista di marzo, ma sono già a un buon livello. Comunque penso che questo test sia duro per tutti, anche per i giovani».