23 settembre 2018
Aggiornato 18:00

Primo test 2018: Ducati è ancora lontana

Il migliore dei ducatisti è Marco Melandri, solo quinto. Chaz Davies ancora alle prese con l'infortunio di novembre, mentre debutta lo Junior team con Rinaldi
Marco Melandri in azione nei test della Superbike a Jerez
Marco Melandri in azione nei test della Superbike a Jerez (Ducati)

JEREZ DE LA FRONTERA – Dopo due mesi di pausa, il team Ducati è tornato in pista a Jerez de la Frontera (Spagna) per due giorni di test che hanno di fatto sancito l’inizio della stagione agonistica. La squadra ha sfruttato in maniera intensiva le due sessioni a disposizione, per un totale di 12 ore in pista, effettuando diverse prove e raccogliendo dati importanti per lo sviluppo della Panigale R in configurazione 2018, soprattutto per quanto riguarda le nuove limitazioni di regimi di rotazione del motore. In particolare, Marco Melandri ha effettuato 132 giri con un miglior tempo personale di 1:39.754 (quinto posto). «È stato un test tutto sommato positivo, anche se ci resta ancora parecchio lavoro da fare – spiega Macio – Sotto alcuni aspetti siamo migliorati, ma dobbiamo ancora progredire. Abbiamo lavorato solo con gomme da gara, e con queste non siamo lontani in termini di distacco, ma è necessario fare un altro passo in avanti. In particolare, dobbiamo concentrarci sull’utilizzo del motore, per il quale puntiamo ad avere alcune novità tecniche prima del debutto in Australia, e sui rapporti del cambio. Sarà interessante comunque provare l’attuale configurazione su una pista diversa come Portimão».

L'infortunato
Chaz Davies, al rientro da un infortunio sostenuto proprio sul circuito andaluso lo scorso novembre ed ancora alla ricerca della miglior condizione fisica, ha invece messo a referto 129 giri fermando il cronometro sul tempo di 1:40.704 (tredicesimo in classifica). «Il ginocchio e la spalla non sono ancora in perfette condizioni dopo l'infortunio di novembre, ma sapevo che fisicamente c'erano margini di miglioramento già prima di salire in moto – dichiara il gallese – Abbiamo svolto buona parte del lavoro e siamo riusciti a provare alcune novità importanti, comprese alcune che avrei dovuto testare già a novembre, con riscontri positivi. Purtroppo non credo che Jerez sia la pista migliore per apprezzare alcune delle modifiche introdotte, da quando hanno rifatto l'asfalto ho faticato un po' qui. A livello di passo siamo abbastanza vicini, ma dobbiamo migliorare sul giro secco. So dove dobbiamo intervenire, e proveremo a farlo già a Portimão».

Il giovane
Michael Ruben Rinaldi ha poi effettuato i suoi primi test ufficiali con lo Junior team, che quest’anno parteciperà a tutte le tappe europee del campionato mondiale Superbike. Il giovane italiano ha mostrato progressi costanti, siglando un 1:40.862. I tempi sono stati realizzati con gomme da gara. «Per essere la nostra prima uscita del 2018, è stato un test positivo – ammette l'italiano – C’è tanto lavoro da fare. Innanzitutto, devo ancora imparare molto a livello di guida perché la Panigale R in versione Superbike è molto diversa dalla Superstock. Il distacco comunque non è preoccupante. In questi due giorni abbiamo fatto progressi costanti, ma anche i nostri avversari, ed in questa categoria non ti regala niente nessuno. Possiamo solo migliorare ed è quello che cercheremo di fare a Portimão». Le squadre si dirigeranno ora alla volta di Portimão (Portogallo) per due ulteriori giorni di test, in programma il 28 e 29 gennaio.