24 agosto 2019
Aggiornato 04:00

Come sta Schumacher? La stampa ancora a caccia di notizie

In occasione del suo 49° compleanno, su una testata francese è uscito l'ultimo reportage di due giornalisti, che hanno tentato di penetrare in casa Schumi

Michael Schumacher ai tempi in cui correva con la Ferrari
Michael Schumacher ai tempi in cui correva con la Ferrari Ferrari

GLAND – È stato un altro compleanno di sofferenza, per Michael Schumacher, il quarantanovesimo della sua vita, il quarto della sua nuova esistenza cominciata, suo malgrado, con la terribile caduta dagli sci sulle nevi francesi di Meribel. Un altro compleanno di silenzio, di mistero attorno alle sue condizioni di salute, che hanno lasciato ancora una volta nella tristezza i suoi tanti tifosi e alla ricerca disperata di notizie i giornalisti di tutto il mondo. La stampa, infatti, non si rassegna a restare al di là di quel muro impenetrabile che la famiglia Schumacher ha costruito attorno alla sua residenza svizzera, sulle rive del lago di Ginevra, e continuano a tentare di aggirarlo.

Ultime notizie
L'ultimo tentativo, in ordine di tempo, è stato quello di due giornalisti francesi che lavorano per il quotidiano sportivo francese L'Equipe: si sono aggirati per qualche tempo nei dintorni della proprietà, prima di essere fermati ed interrogati dalla security. Ma hanno comunque fatto in tempo a capire dove è ricoverato il sette volte campione del mondo di Formula 1, in una piccola dependance della villa principale, convertita a tutti gli effetti in una sorta di clinica privata. «È il nostro lavoro quello di seguire ciò che sta succedendo – ha commentato un paparazzo – Abbiamo scattato alcune fotografie, ma abbiamo deciso di non inserirle nel nostro archivio. Pubblicare scatti di una persona che si trova in una situazione del genere non farebbe altro che danneggiare l'immagine della stessa testata».

Il dolore degli amici
Difficile, dunque, il lavoro dei colleghi che si occupano di questa vicenda, sempre sospeso tra legittima curiosità professionale e rispetto nei confronti di un dramma familiare. Lo stesso dramma che vivono, più da lontano, anche i tanti amici che Schumi ancora vanta nel paddock del Mondiale, e tra gli addetti ai lavori. Uno di questi è lo stesso collega e connazionale Sebastian Vettel, che prima di sostituirlo al volante della Ferrari era stato ammiratore e allievo della leggenda: «Non l'ho mai visto arrabbiato – è il ricordo di Seb ai microfoni della Gazzetta dello Sport – Non l'ho mai sentito dire nulla che non avesse senso. Aveva sempre tutto sotto controllo. Non importava che si trovasse al volante di un kart, di un buggy alla Corsa dei campioni, o di una monoposto di Formula 1: avevi sempre l'impressione che sapesse gestire la situazione».