17 ottobre 2019
Aggiornato 19:30

Solo Fenati fa sventolare il tricolore italiano a Misano

Dei tanti piloti italiani in lizza per le posizioni che contano sulla pista di casa, solo Romano nella classe inferiore è riuscito a conquistare la vittoria. Al terzo posto Fabio Di Giannantonio, mentre nelle prime dieci piazze si inseriscono anche Nicolò Bulega (quinto) e Andrea Migno (nono)

MISANO ADRIATICO – Vincere a Misano, nel Gran Premio di casa, è un'emozione grandissima. Farlo con una gara magistrale sotto l'acqua, senza sbavature, senza avversari lo è ancora di più. Romano Fenati, oggi, ha dimostrato qualcosa. Lui che, l'anno scorso, non partecipò a questa prova, lui che, su questa pista, bella e complicata, ha girato meno di altri, ha dimostrato di essere il pilota italiano più forte della sua classe. Prima vittoria e secondo podio a Misano per lui. «Oggi restare in piedi non era facile ma la moto andava fortissimo e avevo un gran feeling che mi ha permesso di divertirmi – esulta l'ascolano del team Snipers – Questa è una vittoria speciale per me, per la squadra e per tutti i tifosi! L'inno di Mameli qua è un'emozione davvero unica».

Di Giannantonio sul podio
Gioisce anche Fabio Di Giannantonio, autore di una gara in rimonta come spesso accade. Questa volta parte bene dai blocchi della prima fila, ma dopo un paio di giri un lungo lo costringe alla settima posizione. È il momento chiave della sua gara perché, mentre davanti e dietro inizia la lunga striscia di cadute (saranno ben 16 piloti a non terminare la gara, una ventina le cadute totali), l’italiano concentra tutte le sue forze nel trovare un buon ritmo di gara. La sfida con Canet per la terza piazza è dura, ma corretta, e con il crash dello spagnolo, Diggia può volare verso il quarto podio stagionale. «Sono molto contento – sorride il romano del team Gresini – Quando ho visto le condizioni di oggi ero un po’ preoccupato più che altro ripensando alla gara che avevo fatto a Brno. Di solito io vado abbastanza bene sull’acqua, ma in Repubblica Ceca non eravamo andati forte. Il fattore casa mi ha aiutato, volevo assolutamente far bene. Ho iniziato bene, ma ho fatto subito un errore che mi ha obbligato a concentrarmi ancora di più. Da secondo a settimo, e lì ho iniziato a vedere molti piloti cadere. Sono rimasto sul mio ritmo fino alla sfida con Canet: quando mi ha passato mi è sembrato un po’ al limite, così ho deciso di pressarlo un po’ e quando ho visto che è caduto quasi non ci credevo».

Sky Vr46 nella top ten
Nelle prime dieci posizioni entrano anche i giovani talenti dello Sky Racing Team VR46 che, in sella alle speciali livree dedicate al progetto «Sky un mare da salvare», chiudono rispettivamente al quinto e nono posto. In una gara ad eliminazione, con soli 15 piloti al traguardo, Nicolò Bulega, ottavo al via, riesce ad impostare il suo ritmo ed è la seconda Ktm a passare sotto la bandiera a scacchi: «Già dal warm up, avevo capito che sarebbe stata una gara ad eliminazione – spiega – C'era molta acqua in pista, ma la difficoltà maggiore era che in alcune curve la moto scivolava davvero molto, mentre in altre c'era più grip. Dopo i primi giri, hanno iniziato a cadere molti piloti così ho preferito non prendere troppi rischi e guidare con il mio passo. Ho fatto una buona gara e ho centrato la top 5, un bel risultato per continuare a lavorare in vista delle prossime gare». Risultato positivo anche per Andrea Migno, penalizzato di 12 posizioni sulla griglia di partenza e costretto a partire dalla metà del gruppo. Chiude nella top ten e guadagna due posizioni in classifica generale (sesto, 98 punti): «Dopo la penalizzazione in qualifica e il warm up, mi ero già immaginato una gara, per così dire, di sopravvivenza – ammette – Sono partito bene, ma ho cercato di non commettere errori e di rimanere tranquillo. Giro dopo giro, ho impostato il mio passo e sono riuscito a recuperare. Ho chiuso al nono posto e sono abbastanza soddisfatto anche perché ho guadagnato due posizioni in classifica generale».