7 dicembre 2022
Aggiornato 14:30
Calcio

L’Olanda di Cruijff come esempio del calcio romantico, ma moderno

Le nazionali di calcio che anche senza vincere sono riuscite a passare alla storia

Partita di calcio
Partita di calcio Foto: Pixabay

Quali sono le nazionali di calcio che anche senza vincere sono riuscite a passare alla storia?

In tempi recenti abbiamo visto come il ranking FIFA e quello UEFA abbia indicato nella selezione belga, una delle nazionali più forti di quest’ultimo periodo. Eppure anche il Belgio ha attraversato una fase negativa, visto che nel 2009 occupava il 66esimo posto, a dispetto di quello che è avvenuto successivamente, tra il 2015 e il 2016 quando ha occupato la prima posizione della classifica mondiale della FIFA. Molti anni prima che venisse istituita questa classifica, c’erano altri metodi e sistemi per indicare le selezioni, che pur senza vincere avevano lasciato il segno nella competizione di un mondiale.

Si pensi ad esempio all’Olanda che negli anni settanta del secolo scorso era conosciuta con il nickname dell’Arancia meccanica, in riferimento al film omonimo di Stanley Kubrick del 1971. Era l’Olanda guidata da Johan Cruijff, quella del calcio totale, che pur senza vincere niente, riuscirà a passare alla storia grazie anche alle edizioni del mondiale del 1974 e del 1978. Il calcio totale (totaalvoetbal) si riferisce a uno stile di gioco in cui ciascun elemento di una squadra che si sposta dalla propria posizione verrà subito sostituito da un compagno di squadra, consentendo alla squadra di continuare ad avere lo stesso tipo di disposizione tattica. In questo modo nessun giocatore sarà vincolato al ruolo nel corso della gara e nello specifico di una singola azione di gioco. Detta oggi questa cosa potrebbe apparire come una ovvietà visto che nel calcio durante gli anni ottanta verrà applicata da molte squadre questa caratteristica.

Si pensi ad esempio al Milan di Sacchi, ma anche al Barcellona di Guardiola e di recente al Liverpool di Klopp. Anche Maurizio Sarri nel suo triennio al Napoli ha dato prova di saper allenare e gestire un gruppo dove i difensori potevano coprire un ruolo centrale nelle azioni offensive della sua squadra. Il fatto che una nazionale si presentasse con questo modo di gioco a un Mondiale, consentirà all’Olanda di passare alla storia, anche senza ottenere una vittoria, visto che pur arrivando in finale venne battuta dalla concreta Germania Ovest, che proponeva un calcio più classico, ma molto atletico e muscolare. Nel calcio a volte non è fondamentale vincere per passare alla storia, come dimostrato appunto dall’Olanda del mondiale del 1974, ma in quegli anni erano tanti gli atleti e i calciatori che stavano contribuendo a rompere gli schemi e a far diventare il calcio qualcosa di completamente differente.

Erano tempi in cui le imprese erano davvero alla portata, come si è visto ad esempio durante la gara tra Italia e Brasile nel 1982 in Spagna, oppure nel mondiale di Mexico ’86 quando Diego Armando Maradona guidò l’Argentina alla vittoria, la sua seconda in tre edizioni, come nessuno avevamo fatto forse dai tempi del Brasile di Pelé. Oggi mentre viviamo nell’epoca di Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, il calcio ha cambiato alcune caratteristiche, diventando uno sport atleticamente più completo e performante, come possiamo vedere seguendo le notizie sportive calcio, ma dove forse si è persa un po’ di quella magia e del romanticismo dell’epoche precedenti. Sono già passati un po’ di anni dalle imprese di squadre che hanno ottenuto riconoscimenti e vittorie importanti, in campo internazionale. Probabilmente in termini di squadre di club l’ultima vera impresa resta quella del Leicester City di Claudio Ranieri, mentre in campo internazionale l’Europeo vinto nel 2004 dalla Grecia contro il Portogallo ha un sapore romantico di impresa sportiva, che sotto certi punti di vista potrebbe essere un qualcosa di irripetibile, per i protagonisti e per il modo in cui questa vittoria è arrivata.